Saluto
Buongiorno, molto stimato Signor Professore Dottore …,
desidero ora presentarLe il paziente Ludwig Jäger.
Ha 57 anni, è alto un metro e settantasei e pesa circa 85 kg. Il suo indice di massa corporea (BMI) è 27,4 e rientra dunque nella categoria del sovrappeso.
Anamnesi attuale
Il paziente si presenta con da circa cinque mesi presenti paradossali diarree nonché dolori addominali di tipo tenesmi .
Secondo il suo racconto i disturbi si sono progressivamente aggravati negli ultimi due mesi.
Descrive una emissione di feci variabile con alternanza di stitichezza e diarrea, a volte feci sottili come una matita e la sensazione di svuotamento incompleto. L’alternanza tra le fasi di diarrea e di stitichezza avviene con intervalli di due-quattro giorni. Durante le fasi di diarrea il paziente lamenta evacuazioni multiple, per lo più modeste, di consistenza molle.
Ha riferito di aver visto sangue nel water per la prima volta circa due mesi fa.
Descrive l’emorragia dicendo che talvolta è visibile solo una striscia di sangue sulle feci, mentre in altri giorni compare una quantità molto maggiore di sangue, talvolta mescolata a muco.
Sono presenti i seguenti sintomi associati:
pallore, capogiri, dispnea da sforzo Dispnea, affaticamento nonché ematochezia.
I seguenti segni clinici non sono stati riscontrati:
piressia, iperidrosi notturna, nausea ed emesi, ematemesi, melena, reperti patologici o placche nella mucosa orale, disfagia, emorroidi o ragadi anali, linfoadenopatia, ittero o prurito.
Inoltre non sono stati effettuati né viaggi all’estero né assunzione di antibiotici di recente.
Non sono presenti disturbi urologici.
Il paziente è giunto accompagnato dal suo vicino di casa.
Fino ad ora il paziente non si è rivolto a un medico, poiché sperava in un miglioramento spontaneo. Inoltre riferisce difficoltà nell’ottenere appuntamenti in ambito ambulatoriale.
Anamnesi vegetativa
L’anamnesi vegetativa è nella norma, ad eccezione di una perdita di peso involontaria di 2 kg dovuta ad inappetenza nelle ultime quattro settimane e di un’insonnia relata.
Nelle difficoltà di addormentamento concorrono sia il carico lavorativo dovuto alla digitalizzazione sia i disturbi in atto.
Patologie pregresse
Le seguenti patologie pregresse sono note:
Il paziente riferisce un’ipertensione arteriosa nota da sette anni, diagnosticata nel corso di un controllo preventivo. È ben controllata farmacologicamente e finora non ha causato complicanze.
Tre mesi fa si è verificata una sinusite frontale. Inizialmente è stata prescritta una terapia con amoxicillina, sospesa per intolleranza/allergia; successivamente è stato somministrato azitromicina.
Da 5 anni è presente una coxartrosi. Il paziente riferisce dolori all’anca legati allo sforzo, soprattutto camminando e in ortostatismo prolungato. La terapia finora ha incluse fisioterapia e l’assunzione occasionale di ibuprofene (circa 2× alla settimana).
È presente una claustrofobia con tendenza ad attacchi di panico. Se necessario assume lorazepam (Tavor).
Il paziente riferisce una borreliosi contratta circa cinque anni fa dopo una puntura di zecca al polpaccio destro.
Un anno fa, in seguito a un incidentе sciistico ha riportato una frattura della articolazione acromioclavicolaresinistra. Il trattamento è stato conservativo con bendaggio a zaino, riposo e analgesici.
Interventi chirurgici precedenti
All’età di sei anni ha presentato uno strabismo all’occhio destro, corretto chirurgicamente.
Nota: Quando un’affermazione può essere oggettivamente confermata da un esame medico — per esempio tramite cicatrici visibili — è appropriato l’indicativo. (Nell’esame specialistico linguistico non viene eseguito un esame obiettivo.)
Ginecologia
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Farmaci
Valsartan 80 mg 1-0-0
Ibuprofen 400 mg se necessario
Tavor 0,5 mg se necessario
Valeriana -compresse 300 mg, induzione del sonno, senza ricetta, nessun effetto
Nota: Quando un’affermazione può essere oggettivamente confermata da un’osservazione medica — per esempio tramite una ricetta — è appropriato l’indicativo.
Allergie
Il paziente riferisce un’allergia all’amoxicillina con dolori addominali e diarrea.
Inoltre è presente un’allergia al pesce con prurito ed esantema.
Nocività
Il paziente fuma da 5 anni circa 5 sigarette al giorno; in precedenza per circa 15 anni ha consumato una confezione al giorno. Ciò corrisponde a un’esposizione a nicotina di circa 17,5 pacchetti-anno.
Segnala inoltre indizi anamnestici di possibili alterazioni associate a BPCO.
Il paziente beve da due anni quotidianamente circa due bicchieri di birra.
Il paziente nega l’uso di droghe.
Anamnesi sociale
Il paziente lavora in una biblioteca. Attualmente è in fase di separazione legale; il divorzio dovrebbe diventare definitivo tra circa tre mesi. Vive in un appartamento insieme al figlio di 25 anni.
Anamnesi familiare
Il figlio ha sofferto all’età di 13 anni di una torsione testicolare, trattata chirurgicamente, e attualmente è affetto da una sclerosi multipla.
Il padre ha 82 anni; all’età di 45 anni gli sono stati diagnostificati e asportati multipli polipi del colon .
La madre ha 80 anni, vive in una casa di riposo ed è affetta da diabete mellitus. Due anni fa è stata eseguita un’amputazione della gamba sinistra. È in terapia insulinica. Inoltre ci sono elementi anamnestici che fanno ipotizzare una possibile sindrome da Long-COVID.
Diagnosi sospetta e differenziale
A mio avviso i dati anamnestici – in particolare le diarree paradosse e l’ematochezia – sono suggestivi di un carcinoma colorettale.
L’età, una dieta ricca di grassi con elevata assunzione di carne rossa e l’anamnesi familiare positiva per poliposi nel padre sono fattori di rischio in questo caso.
Nella malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) generalmente ci si aspetta un’età più giovane. I sintomi si manifestano tipicamente in episodi e non in modo progressivo. Possono inoltre comparire manifestazioni extraintestinali o perianali.
Nella diverticolite si osservano solitamente dolori acuti nel quadrante inferiore sinistro dell’addome e febbre.
Le aderenze
Sintomi come ematochezia, perdita di peso e progressione dei disturbi vanno contro una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile.
Una enterocolite infettiva è meno probabile, poiché in tale condizione prevalgono tipicamente diarrea acuta con febbre.
Accertamenti diagnostici
Poiché il paziente, per età e per la presenza di ipertensione, è da considerarsi ad alto rischio, è indicato il ricovero per l’avvio delle misure diagnostiche e terapeutiche iniziali. È altresì raccomandata la consultazione di gastroenterologia, oncologia-ematologia e chirurgia. A parte la garanzia della stabilità emodinamica, al momento non sono necessarie ulteriori misure di medicina d’urgenza.
Esame obiettivo
Dopo l’anamnesi segue un esame obiettivo completo, che inizia con la rilevazione dei parametri vitali, tra cui frequenza cardiaca, pressione arteriosa, frequenza respiratoria, saturazione di ossigeno e temperatura.
All’ispezione possono evidenziarsi segni di disidratazione, come mucose secche, segni di anemia sotto forma di pallore e indizi di cachessia.
Alla palpazione possono riscontrarsi un polso attenuato e una difesa muscolare come segno di peritonite secondaria a perforazione.
La percussione generalmente non evidenzia anomalie, salvo la presenza di epatosplenomegalia.
L’auscultazione può mostrare tachicardia o, nei pazienti con ostruzione parziale, rumori intestinali iperattivi.
Infine viene eseguita un’ esplorazione rettale digitale soprattutto per la ricerca di sangue occulto. In questo caso era però presente sangue visibile; comunque l’esplorazione è necessaria per valutare il retto distale e il canale anale.
Nell’ambito dell’esame obiettivo possono manifestarsi anche segni extraintestinali tipici della sindrome di Peutz-Jegherso della sindrome di Gardner .
Le manifestazioni extraintestinali delle malattie infiammatorie croniche intestinali includono, tra l’altro, eritema nodoso, irite, uveite (soprattutto nel Morbo di Crohn), episclerite, artrite e dita a bacchetta da tamburo (clubbing).
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Localizzazione |
Presentazione clinica tipica |
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Colon prossimale |
Anemia da carenza di ferro dovuta a perdita occulta di sangue |
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Colon distale |
Modificazione delle abitudini intestinali (stitichezza/diarrea), ematochezia |
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Retto |
Modificazione del calibro delle feci, sanguinamento rettale, dolore rettale |
Esami di laboratorio
A tal fine richiederemmo i seguenti esami di laboratorio: emocromo completo, parametri della funzione renale, elettroliti, parametri epatici (ALT, AST, GGT, AP, bilirubina), enzimi pancreatici nonché proteina C-reattiva.
I marcatori tumorali CEA e CA 19-9 possono essere aumentati nel sangue periferico, ma sono relativamente poco sensibili e possono elevarsi anche in altri tumori solidi. Sono pertanto impiegati principalmente per il monitoraggio e il controllo terapeutico nelle neoplasie.
Elettrocardiogramma
È indicato un ECG, poiché il paziente è affetto da ipertensione arteriosa; inoltre possono essere rilevate alterazioni elettrolitiche.
Diagnosi anatomica
La colonscopia è il metodo di scelta nei pazienti con sangue occulto nelle feci, anemia da carenza di ferro di origine non chiarita o sospetti clinici di carcinoma colorettale.
Colonscopia
La colonscopia è un esame endoscopico dell’intero colon – e, se necessario, anche dell’ileo terminale – mediante un tubo flessibile con videocamera integrata, introdotto tramite l’ano. Il paziente deve eseguire una pulizia intestinale accurata (soluzione purgante) e rimanere digiuno il giorno dell’esame. L’indagine dura solitamente 20–45 minuti e viene eseguita in sedazione. Permette di valutare la mucosa intestinale, prelevare campioni tissutali (biopsie) e, se necessario, eseguire interventi terapeutici come polipectomie o emostasi. Possibili, sebbene rare, complicanze includono sanguinamenti, lesioni della mucosa o, in casi molto rari, perforazione.
La colonscopia viene eseguita di norma in tempi brevi dopo la stabilizzazione del paziente e una preparazione adeguata, ma non necessariamente immediatamente nella fase acuta.
Per la colonscopia è necessario svuotare completamente l’intestino. Il giorno prima può assumere solo liquidi chiari e non consumare cibi solidi. Inoltre prenderà una soluzione purgante che pulisce completamente l’intestino. Il giorno dell’esame resterà digiuno. Se assume determinati farmaci, ad esempio anticoagulanti, discuteremo insieme se e quando sospenderli.
Metodi di imaging
Tomografia computerizzata (TC) del torace, addome e pelvi
La tomografia computerizzata (TC) è un esame di diagnostica per immagini che utilizza raggi X per ottenere immagini dettagliate a sezioni degli organi interni. Il paziente viene fatto scorrere all’interno di un tunnel cilindrico e deve rimanere immobile durante l’esame. Talvolta viene somministrato un mezzo di contrasto per migliorare la visualizzazione. L’esame è indolore e dura pochi minuti. Prima di eseguire una TC con mezzo di contrasto è importante che beva a sufficienza. Alcuni farmaci, come il metformina, devono essere sospesi preventivamente. In rari casi può verificarsi una reazione allergica al mezzo di contrasto (ma non si preoccupi: siamo preparati e disponiamo di tutti i farmaci e le misure necessarie).
Una TC viene eseguita nel carcinoma del colon per valutare l’estensione della malattia, visualizzare linfonodi ingranditi e il coinvolgimento d’organo e determinare con precisione lo stadio.
colonscopia virtuale
La tomografia computerizzata colonografia (CTC), chiamata anche colonscopia virtuale, utilizza una TC spirale per creare un’immagine virtuale bidimensionale o tridimensionale del colon. La sedazione non è necessaria per la CTC. Analogamente alla colonscopia ottica è però necessaria una preparazione intestinale, ad esempio mediante lassativi o con l’assunzione di un mezzo di contrasto iodato con i pasti nelle 48 ore precedenti l’esame.
Ecografia
L’ecografia nel carcinoma del colon viene generalmente impiegata per la valutazione di metastasi epatiche e per chiarire altre lesioni degli organi addominali.
Consultazioni
gastroenterologia, oncologia-ematologia e chirurgia
Trattamento:
Chirurgia: la terapia primaria per i carcinomi del colon precoci e localmente limitati è la resezione chirurgica. Nel carcinoma del retto l’obiettivo principale è preservare la funzione dello sfintere.
Tumori ostruttivi: dovrebbero essere resecati tempestivamente e successivamente ricostruita una anastomosi intestinale.
Emicolectomia destra/sinistra → resezione del segmento colico interessato con relativo mesocolon e territorio di drenaggio linfatico
Resezione del colon trasverso → in caso di interessamento del colon trasverso
Resezione del sigma → nei carcinomi del sigma
Colectomia totale/subtotale → in caso di lesioni multiple o sindromi ereditarie (p.es. FAP)
Chemioterapia
Prognosi
La prognosi del carcinoma colorettale dipende in larga misura dallo stadio tumorale. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni è nello stadio I di circa 90–95%, mentre nello stadio IV con metastasi a distanza scende sotto il 10%. Gli stadi II e III si collocano prognosticamente in posizione intermedia.
Fattori di rischio per il carcinoma colorettale
Anamnesi familiare
• Carcinoma colorettale (CRC)
• Sindromi ereditarie (p. es. poliposi adenomatosa familiare [FAP])
Anamnesi personale
• Età avanzata
• Sesso maschile
• Polipi colorettali o CRC preesistenti
• Anamnesi di malattia infiammatoria cronica intestinale
• Diabete mellito
Stile di vita
• Obesità
• Elevato consumo di alcol
• Dieta ricca di carne rossa e grassi, povera di fibre
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Metodi di screening per il carcinoma colorettale |
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Test |
Intervallo |
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Test fecale per sangue occulto |
test fecale per sangue occulto basato su guaiaco |
Annualmente |
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Test immunochimico fecale |
Annualmente |
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Colonscopia |
Ogni 10 anni |
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Sigmoidoscopia flessibile |
Ogni 5 anni |
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CT colografia |
Ogni 5 anni |
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Clisma opaco a doppio contrasto |
Ogni 5 anni |
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Lo screening inizia a partire dai 50 anni per le persone a rischio medio. Nei pazienti ad alto rischio dovrebbe essere effettuato già dai 40 anni — o 10 anni prima dell’età di insorgenza del parente più giovane affetto da carcinoma colorettale. |
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Stadio |
Localizzazione / Estensione |
Categoria |
Descrizione |
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I |
Coinvolgimento limitato a mucosa / sottomucosa |
N (linfonodi) |
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II |
Infiltrazione della muscolaris propria |
N0 |
Nessun coinvolgimento linfonodale |
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III |
Coinvolgimento dei linfonodi regionali |
N1 |
1–3 linfonodi coinvolti o focolai satelliti nel tessuto adiposo pericolico/perirettale |
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IV |
Metastasi a distanza presenti |
N2 |
≥ 4 linfonodi coinvolti |
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M (metastasi a distanza) |
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M0 |
Nessuna metastasi a distanza |
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M1 |
Metastasi a distanza presenti |
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Prognosi
La prognosi del carcinoma del colon dipende in modo significativo dallo stadio tumorale al momento della diagnosi. Se il tumore viene scoperto precocemente (stadio I–II), le possibilità di guarigione sono elevate e il tasso di sopravvivenza a 5 anni spesso supera l’80–90%. In presenza di metastasi linfonodali regionali (stadio III) il tasso diminuisce notevolmente, ma migliora con la chemioterapia adiuvante. Nello stadio metastatico IV la malattia non è più curabile, ma le terapie sistemiche moderne possono prolungare la sopravvivenza e stabilizzare la qualità di vita. Decisivi per la prognosi sono inoltre la resezione completa, il grado di differenziazione, i marker molecolari (p. es. RAS, BRAF) e lo stato generale della paziente o del paziente.
Extra
Nomi:
Thomas Wachinger, Emma Hölzner, Erna Sommer, Berthold Kröger, Melissa Schwaiger, Robert Habeck, Mia Krena
Professioni:
Il paziente lavora in un negozio di merceria. (articoli per cucito)
Da sei mesi il paziente è disoccupato. In precedenza lavorava da Rossmann; la filiale interessata è stata successivamente chiusa.
In precedenza il paziente era ingegnere presso BMW.
Il paziente lavora come cuoco. (nel proprio locale)
La paziente è disoccupata da un anno; in precedenza lavorava in una drogheria.
Il paziente è disoccupato da 3 anni; in precedenza lavorava in un negozio di biciclette.
Patologie pregresse:
Il paziente presentava rigidità e limitazione del movimento del quarto e quinto dito; è stata eseguita una rimozione chirurgica della cicatrice per morbo di Dupuytren.
Il paziente riferisce extrasistoli note, psoriasi e verruche alla mano.
Emorroidi
Intervento alla clavicola destra con osteosintesi mediante piastra metallica, successivamente rimossa.
Tireoidectomia subtotale > ipertiroidismo: L-tiroxina
Il paziente riferisce bruciore di stomaco presente da 5 anni. Una esofagogastroduodenoscopia eseguita 2 anni fa era normale.
Due anni fa il paziente ha riportato una frattura dell’articolazione della spalla destra (articulatio humeri) in seguito a un incidente in bicicletta.
Familiare:
La madre è affetta da demenza
Suo padre è deceduto cinque anni fa per carcinoma del colon
Il suo figlio più giovane è affetto da fibrosi cistica.
La figlia maggiore ha recentemente partorito, la figlia minore ha subito un aborto spontaneo.
Suo padre soffriva di varici esofagee a seguito di cirrosi alcolica epatica.
Il figlio è stato operato 8 anni fa a causa di un tumore testicolare.
Allergie:
Allergia a Novalgin con esantema e prurito, inoltre intolleranza al fruttosio.
Domande
1. Quali malattie possono essere trasmesse dalle zecche?
Borreliosi, FSME, più raramente erlichiosi o babesiosi.
2. Che cosa si intende per carcinofobia?
Una paura patologica di ammalarsi di cancro.
3. Come si chiama la paura di parlare davanti alle persone e la paura dei ragni?
Paura di parlare davanti alle persone = Glossophobia; paura dei ragni = Arachnophobia.
4. Si può assumere Tavor (Lorazepam) durante il lavoro o alla guida?
No, a causa dell’effetto sedativo e del deterioramento della capacità di reazione è controindicato.
5. Con quale rischio è normalmente associato il sovrappeso?
Sindrome metabolica, diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, artrosi, malattie cardiovascolari.
6. Quali allergie ai pollini sono note?
Più frequentemente betulla, ontano, nocciolo (alberi a fioritura precoce), prati e segale, artemisia.
7. Come viene trattato un carcinoma testicolare?
Terapia standard è l’orchiectomia chirurgica, eventualmente integrata con chemioterapia o radioterapia a seconda dello stadio.
8. Cosa serve per l’esame della cavità orale e con cosa si tiene la lingua verso il basso?
Per l’esame della cavità orale si necessita di una fonte di luce (es. lampada frontale o torcia) e di una spatola di legno con cui premere la lingua verso il basso.
9. Che cos’è uno screening sanitario e quali malattie possono essere rilevate?
Uno screening sanitario è un controllo preventivo finalizzato alla rilevazione precoce di malattie. Possono essere individuate, tra l’altro, malattie cardiovascolari, diabete mellito, disfunzioni renali o epatiche e alcuni tumori.
10. Quale causa è responsabile della comparsa di varici esofagee?
Le varici esofagee si sviluppano generalmente per un aumento della pressione nel sistema portale, cioè ipertensione portale. La causa più comune è la cirrosi epatica, spesso conseguente a consumo cronico di alcol o a epatite.
Appunti
BMI
Indice di massa corporea (BMI)
L’indice di massa corporea è una misura semplice per classificare il peso corporeo. Si calcola come il peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza in metri (kg/m²). Il BMI serve per una stima generale di sottopeso o sovrappeso, ma non prende in considerazione la composizione corporea (massa muscolare vs. massa grassa) né la distribuzione del grasso.
paradosso
In caso di stenosi colica le feci si accumulano prima del punto di restringimento. A causa della decomposizione batterica si liquefanno parzialmente e possono passare la stenosi come feci di consistenza sottile. Inoltre l’irritazione della mucosa favorisce la secrezione di liquidi. Poiché nonostante l’ostruzione si verifica diarrea, si parla di diarrea paradossa.
Tenesmi
Tenesmi
I tenesmi sono sensazioni di necessità di evacuare l’intestino, spesso dolorose e in genere inefficaci. Tipico è il senso di svuotamento incompleto e i tentativi ripetuti e infruttuosi. Spesso sono alla base malattie infiammatorie o rettali che possono causare questa sintomatologia.
Stipsi
Stipsi
La stipsi indica un’evacuazione difficile o troppo infrequente con feci dure o parzialmente non espulse. Possono accompagnarla sforzi intensi, sensazione di svuotamento incompleto e problemi meccanici durante la defecazione. Le cause sono molteplici e vanno da fattori alimentari e di stile di vita a farmaci, fino a disturbi funzionali o strutturali dell’intestino.
Diarrea
Diarrea
La diarrea descrive un aumento della frequenza delle evacuazioni e/o della consistenza delle feci (feci liquide) rispetto allo stato individuale normale. Si distingue la diarrea acuta da quella cronica; possibili conseguenze sono perdite di liquidi ed elettroliti. Le cause possono essere processi infettivi, infiammatori, secretori o malassorbitivi.
Pallore
Pallore
Il pallore (pallor) descrive un evidente schiarimento della pelle o delle mucose. Può derivare da un ridotto contenuto di emoglobina nel sangue (p. es. in caso di anemia) o da una ridotta perfusione e non è un segno specifico, pertanto richiede ulteriori accertamenti.
Vertigine
Vertigine
La vertigine indica la percezione soggettiva di disturbi dell’equilibrio o la sensazione di rotazione, oscillazione o stordimento. Si distinguono fenomeni di vertigine vestibolare, sensazioni di insicurezza durante la deambulazione e sensazioni presincopali di stordimento.
Le cause sono molteplici e vanno dai disturbi dell’orecchio interno a malattie neurologiche fino a problemi circolatori; un calo di pressione arteriosa al cambiamento di posizione (ipotensione ortostatica) è una causa possibile e frequente di vertigine al cambiare di posizione.
Dispnea
Dispnea
La dispnea è la percezione soggettiva di difficoltà respiratorie o respiro affannoso. Può manifestarsi durante sforzo fisico o a riposo e variare per intensità e caratteristiche.
Affaticamento
Affaticamento
L’affaticamento indica una stanchezza persistente, spesso rilevante nella capacità di svolgere attività, che non si risolve semplicemente con il riposo. Si differenzia dalla sonnolenza normale o da una fatica temporanea.
Cause frequenti sono malattie croniche, stress psicologico e cause sistemiche come l’anemia, che possono contribuire a una stanchezza generalizzata.
Ematochezia
Ematochezia
L’ematochezia indica la presenza visibile di sangue fresco nelle feci. Generalmente indica una fonte di sanguinamento nel tratto digerente inferiore, ad esempio nel colon o nel retto.
In casi eccezionali anche una perdita ematica massiva dal tratto digerente superiore può produrre sangue di colore rosso nelle feci; di norma però l’ematochezia suggerisce una fonte distale del sanguinamento.
Piressi
Piressi
La piressi è il termine medico per febbre, cioè un aumento della temperatura corporea dovuto a una ritaratura del punto di riferimento termico per effetto di pirogeni. La febbre è un segno comune nelle infezioni, nelle infiammazioni, in alcuni tumori o come reazione a farmaci.
Iperidrosi notturna
Iperidrosi notturna
L’iperidrosi notturna indica una sudorazione eccessiva durante il sonno che porta a indumenti o biancheria da letto inzuppati. Va distinta dalla sudorazione notturna normale dovuta alla temperatura ambientale o ai ritmi del sonno.
Nausea
Nausea (nausea)
La nausea indica la sensazione soggettiva di malessere nell’epigastrio o in gola con un marcato bisogno di vomitare. È un sintomo, non un reperto, e può avere molte cause, ad esempio malattie gastrointestinali, disturbi vestibolari, effetti di farmaci, disturbi metabolici o gravidanza. La nausea spesso precede il vomito effettivo e può ridurre l’appetito e, se persistente, favorire problemi secondari come la perdita di liquidi.
Ematemesi
Ematemesi (vomito ematico)
L’ematemesi indica il vomito di sangue o materiale ematico ed è un indice di una fonte di sanguinamento nel tratto gastrointestinale superiore. Il materiale vomitato può essere sangue fresco o scurito/’a forma di caffè’, a seconda del tempo di permanenza e della decomposizione del sangue nello stomaco. L’ematemesi richiede generalmente un rapido approfondimento diagnostico, poiché può indicare una emorragia gastrointestinale significativa.
befunde oder Beläge patologici
Modificazioni patologiche della mucosa o depositi possono indicare una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, ma non sono specifici per queste condizioni.
Melena
Melena (feci catramosi)
La melena indica feci nere, catramose, dovute alla degradazione e ossidazione del sangue nel tratto gastrointestinale superiore. Il colore scuro deriva da cambiamenti chimici del sangue durante il passaggio attraverso stomaco e intestino tenue. La melena spesso suggerisce una sorgente emorragica prossimale al colon ed è un segnale clinico rilevante che richiede ulteriori accertamenti.
Emorroidi o ragadi anali
Emorroidi e ragadi anali
Le emorroidi sono cuscinetti vascolari dilatati nell’area anale che possono causare sanguinamento, prurito o una modesta sensazione di corpo estraneo. Le ragadi anali sono fessure dolorose della mucosa anale, tipicamente accompagnate da sangue rosso vivo sulle feci o durante la defecazione. Fattori causali comuni sono lo sforzo meccanico dovuto a stipsi o la diarrea ricorrente; altri fattori scatenanti possono essere gravidanza, aumento della pressione venosa o malattie infiammatorie.
Ittero o prurito
Ittero e prurito
L’ittero indica l’ingiallimento di pelle e sclere dovuto a livelli elevati di bilirubina. Il prurito è un prurito generalizzato o localizzato. Entrambi i sintomi sono non specifici ma clinicamente importanti e possono indicare disturbi della funzione epatica, alterato flusso biliare (processi colestatici), ostruzione biliare o più raramente un aumento della produzione di bilirubina (p. es. emolitico). La comparsa di ittero o prurito marcato giustifica ulteriori accertamenti diagnostici per differenziare cause epatocellulari, colestatiche o extraepatiche.
Assunzione di antibiotici
Assunzione di antibiotici
Per assunzione di antibiotici si intende l’uso di medicinali antimicrobici. Un’assunzione recente o ripetuta può modificare la flora intestinale e aumentare il rischio di complicanze associate agli antibiotici. Clinicamente rilevante è in particolare l’aumentato rischio di un’infezione da Clostridioides difficile o di colite pseudomembranosa dopo terapia antibiotica sistemica.
Insonnia
Insonnia
L’insonnia indica difficoltà persistenti ad addormentarsi, a mantenere il sonno o una qualità del sonno non rigenerante con conseguente compromissione diurna. Cause comuni sono stress psicologico, situazioni di vita gravose, malattie psichiche, problemi medici o disturbi del ritmo sonno-veglia. I disturbi cronici del sonno spesso hanno effetti negativi su umore, prestazioni e salute somatica e dovrebbero essere valutati e trattati adeguatamente.
Rinosinusite frontale
Rinosinusite frontale
La rinosinusite frontale è un’infiammazione dei seni frontali (seni frontali), una delle cavità paranasali. Le cause possono essere infezioni virali o batteriche, reazioni allergiche o ostacoli anatomici. I sintomi tipici sono senso di pressione o dolore nella zona frontale, aumento delle secrezioni nasali o ostruzione nasale e talvolta febbre. In caso di infezione batterica possono comparire secrezioni purulente; raramente si verificano complicanze con estensione a regioni adiacenti. I principi terapeutici comprendono misure per il drenaggio delle secrezioni e la riduzione del gonfiore, oltre al trattamento sintomatico; in presenza di infezione batterica documentata può essere necessaria una terapia antibiotica.
Coxartrosi
Coxartrosi
La coxartrosi indica la degenerazione dell’articolazione dell’anca con progressiva perdita della cartilagine e disfunzione articolare. I fattori di rischio sono età avanzata, sovrappeso, malallineamenti, sovraccarichi ripetuti e precedenti lesioni. I segni clinici sono dolore dipendente dal carico all’inguine, ai glutei o alla coscia, rigidità mattutina e ridotta mobilità. Il trattamento nelle fasi iniziali punta a misure conservative come fisioterapia, riduzione del peso, ausili e sollievo farmacologico del dolore; in caso di distruzione articolare avanzata può rendersi necessario un impianto protesico.
Claustrofobia
Claustrofobia
La claustrofobia è la paura specifica di spazi ristretti o chiusi, che può portare a comportamenti di evitamento e conseguentemente a significativo disagio o attacchi di panico. I fattori scatenanti sono situazioni con libertà di movimento limitata o difficoltà previste nell’uscire dallo spazio. Gli approcci terapeutici efficaci comprendono interventi psicoterapeutici con esposizione e ristrutturazione cognitiva; in aggiunta si possono impiegare tecniche comportamentali per la gestione dell’ansia e, se necessario, un breve supporto farmacologico per alleviare i sintomi.
Attacchi di panico
Definizione:
Un attacco di panico è una fase a insorgenza improvvisa di intensa paura o grande agitazione, accompagnata da sintomi fisici come palpitazioni, difficoltà respiratorie, vertigini, tremori o la sensazione di perdere il controllo o di morire.
Disturbo di panico:
Si parla di disturbo di panico quando gli attacchi di panico ricorrono in modo inatteso; per una diagnosi più approfondita è tipico che seguano preoccupazioni persistenti per nuovi attacchi o cambiamenti comportamentali evidenti (p. es. evitamento). Non è corretta l’affermazione che siano necessari rigidamente sei mesi come requisito.
Cause:
L’insorgenza è generalmente multifattoriale con predisposizione genetica, eventi di vita stressanti o esperienze traumatiche e fattori neurobiologici.
Trattamento:
I trattamenti psicoterapeutici, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale con componenti di esposizione, sono considerati di prima scelta. Per il trattamento farmacologico a lungo termine vengono impiegati gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). A breve termine possono essere usati benzodiazepine per il sollievo acuto dei sintomi, ma non sono raccomandate come terapia continuativa a causa dei rischi di dipendenza e sedazione. I betabloccanti possono attenuare singoli sintomi somatici, ma non costituiscono un trattamento di lunga durata primario per il disturbo di panico. Tecniche di rilassamento e respiratorie possono essere utili come complemento.
Borreliose
Agenti patogeni e trasmissione:
La malattia di Lyme è causata da batteri del genere Borrelia, trasmessi all’uomo dalla puntura di determinate specie di zecche.
Clinica:
Tipico nello stadio precoce è un rossore periferico in espansione nel sito della puntura (eritema migrante). Possono accompagnarsi sintomi simil-influenzali come febbre, astenia e dolori articolari. Negli stadi successivi sono possibili manifestazioni neurologiche, coinvolgimento cardiaco o artriti ricorrenti.
Diagnostica:
In presenza di un quadro tipico di eritema migrante la diagnosi è spesso clinica; i test sierologici (per esempio ELISA come screening con test di conferma) vengono utilizzati per ulteriori chiarimenti, ma possono risultare negativi nelle fasi molto precoci.
Terapia:
Il trattamento si effettua con antibiotici appropriati, la scelta dipende dallo stadio e dalla manifestazione della malattia.
Incidente sciistico
Spiegazione del termine:
Un incidente sciistico indica una lesione occorsa durante lo sci o lo snowboard a seguito di una caduta o di una collisione.
Lesioni tipiche e conseguenze:
Sono frequentemente interessati il ginocchio (p. es. lesioni dei legamenti crociati), la spalla e la clavicola, traumi cranici e fratture degli arti superiori e inferiori.
Misure acute e presa in carico:
La gestione d’emergenza comprende messa in sicurezza, analgesia, immobilizzazione e, se necessario, diagnostica per immagini. Il trattamento successivo può essere conservativo con immobilizzazione e fisioterapia oppure chirurgico a seconda del tipo e della gravità della lesione.
Articolazione acromioclaveare
Anatomia e funzione:
L’articolazione acromioclaveare è la connessione tra l’estremità laterale della clavicola e l’acromion della scapola. Contribuisce al movimento e alla stabilità della cintura scapolare.
Rilevanza clinica:
L’articolazione può essere lesionata da cadute dirette sulla spalla o da traumi; i reperti tipici sono dolore sovrastante l’articolazione e una deformità visibile in caso di lesioni legamentose gravi.
Trattamento:
Per lesioni lievi si procede di solito con terapia conservativa con immobilizzazione, analgesia e fisioterapia; in caso di rotture legamentose marcate o sintomi persistenti sono possibili interventi chirurgici.
Strabismo
Definizione:
Lo strabismo indica un disallineamento degli assi oculari, in cui le direzioni di sguardo dei due occhi non sono parallele.
Cause e importanza:
Le cause possono essere squilibri muscolari congeniti, differenze di potere refrattivo (errori di rifrazione), disturbi neurologici o malattie acquisite. Nei bambini lo strabismo non trattato può portare ad ambliopia; negli adulti può causare visione doppia.
Diagnostica e terapia:
L’accertamento comprende esame ortottico e, se necessario, controllo della vista con occhiali. Le opzioni terapeutiche includono occhiali correttivi, terapia di occlusione (coprire l’occhio dominante), lenti prismatiche e, se indicato, interventi chirurgici per la correzione dei muscoli oculari. Un trattamento precoce è importante per evitare disturbi visivi permanenti.
Valsartan
Gruppo: Antagonisti del recettore dell’angiotensina II (ARB).
Meccanismo d’azione: Blocca i recettori AT1 per l’angiotensina II e in tal modo inibisce gli effetti vasocostrittori e mediati dall’aldosterone di questo ormone, determinando riduzione della pressione arteriosa e alleggerimento del carico cardiaco. L’angiotensina II si forma nel sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRAA) tramite la conversione dell’angiotensinogeno (fegato) con il coinvolgimento della renina (rene) e dell’ACE; non viene “prodotta” primariamente nel rene.
Indicazioni: Principalmente ipertensione arteriosa e insufficienza cardiaca; anche dopo infarto miocardico e in alcune malattie renali a seconda della valutazione clinica.
Rischi e effetti collaterali importanti: Caduta della pressione con vertigini, peggioramento della funzione renale, iperpotassiemia, raro angioedema. La tosse è molto meno frequente con gli ARB rispetto agli ACE-inibitori. Va prestata cautela in caso di assunzione concomitante di sostanze che risparmiano potassio o in presenza di insufficienza renale.
Valeriana
Denominazione e impiego: La valeriana (Valeriana officinalis) è un preparato a base di piante, tradizionalmente impiegato per il trattamento di lievi disturbi del sonno e stati di agitazione nervosa.
Azione e livello di evidenza: Gli studi clinici forniscono risultati eterogenei; alcune ricerche riportano lievi effetti sui tempi di addormentamento o sulla qualità del sonno, ma i dati non sono costantemente conclusivi e l’efficacia è considerata limitata.
Sicurezza e interazioni: Effetti indesiderati comuni sono disturbi gastrointestinali, mal di testa o sonnolenza diurna. La combinazione con altri depressivi del sistema nervoso centrale (p. es. benzodiazepine, alcol) può aumentare la sedazione. I preparati a base di valeriana sono in molti Paesi disponibili senza prescrizione.
Pacchetti-anno
Definizione e calcolo: I pacchetti-anno descrivono l’esposizione cumulativa al tabacco. Formula: (numero di sigarette fumate al giorno ÷ 20) × numero di anni di fumo.
Esempio di calcolo a titolo esplicativo: Per i modelli di consumo indicati si ottiene un’esposizione cumulativa di 16,25 pacchetti-anno.
Torsione testicolare
Definizione: Rotazione acuta del testicolo attorno al funicolo spermatico con conseguente compromissione del ritorno venoso e, eventualmente, anche del flusso arterioso.
Clinica: Tipico è un dolore scrotale unilaterale di insorgenza improvvisa e molto intenso, spesso accompagnato da gonfiore e un testicolo sollevato; possono comparire nausea e vomito. Si verifica frequentemente in età adolescenziale.
Diagnostica: La diagnosi sospetta è principalmente clinica. L’ecografia Doppler a colori può valutare la perfusione e supportare la diagnosi.
Terapia: In caso di sospetto è necessaria una rapida assistenza chirurgica; l’obiettivo è la detorsione del testicolo e la fissazione di entrambi i testicoli (orchidopexy). In presenza di danno tissutale irreversibile è necessaria la rimozione del testicolo interessato.
Sclerosi multipla
Definizione: Malattia infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale con decorso a ricadute e/o progressivo variabile.
Caratteristiche cliniche: Sintomi frequenti sono disturbi visivi (p. es. neurite ottica), deficit sensitivi, paresi, disturbi della coordinazione e disfunzioni della vescica o sessuali.
Diagnostica: I reperti chiave provengono dalla risonanza magnetica cerebrale e midollare e dall’analisi del liquor; l’osservazione clinica dell’andamento e criteri diagnostici consolidati vengono utilizzati per confermare la diagnosi.
Terapia: In fase acuta si utilizzano terapie per le ricadute; a lungo termine sono impiegate terapie immunomodificanti che modificano il decorso; inoltre si applicano misure sintomatiche e riabilitative.
Polipi colici
Spiegazione del termine: I polipi colici sono escrescenze focali della mucosa nel colon, che possono presentare diversi tipi istologici.
Aspetti clinici: Molti polipi non danno sintomi; possibili manifestazioni sono sanguinamento rettale, alterazioni delle abitudini intestinali o dolori addominali aspecifici.
Rischio e decorso: Alcuni polipi possono degenerare nel tempo; il rischio dipende dal tipo istologico, dalla dimensione e dal numero.
Terapia e prevenzione: la misura abituale è la rimozione endoscopica durante una colonscopia con esame istologico per la valutazione del rischio; la rimozione precoce riduce il rischio di trasformazione maligna.
Carcinoma colorettale
Definizione: Il carcinoma colorettale indica tumori maligni del grosso intestino e del retto, di origine prevalentemente ghiandolare.
Istologia: La maggior parte dei tumori colorettali sono adenocarcinomi, che originano dall’epitelio ghiandolare della mucosa.
Sottotipi clinici e prognostici: Esistono diversi sottotipi istologici con comportamenti differenti; alcuni, come il carcinoma midollare con densa infiltrazione linfocitaria, possono mostrare una prognosi relativamente più favorevole, mentre il carcinoma a cellule a anello con castone spesso ha un decorso più aggressivo.
Fattori di rischio: Tra i fattori di rischio noti figurano l’età avanzata, particolari abitudini alimentari, predisposizioni genetiche inclusi i sindromi familiari della poliposi e altri fattori acquisiti.
Prevenzione/Gestione: Diagnosi precoce mediante screening e valutazione endoscopica e valutazione istologica dei polipi sono misure centrali per ridurre il rischio di malattia e la mortalità.
Aderenze
Definizione: Le aderenze sono attaccamenti fibrosi di tessuto cicatriziale che collegano in modo non fisiologico superfici interne e organi diversi.
Cause e significato: Si formano spesso dopo interventi chirurgici, ma anche a seguito di processi infiammatori o traumi. Le aderenze possono causare dolore cronico, occlusione intestinale meccanica o, nelle donne, contribuire a problemi di fertilità.
Rilevanza clinica: Nella diagnostica di sintomi addominali, precedenti interventi chirurgici addominali rappresentano un importante indizio per la possibile presenza di aderenze come diagnosi differenziale.
Sindrome dell’intestino irritabile
Definizione e inquadramento
La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo funzionale dell’intestino in cui non si trova una causa strutturale o infiammatoria. Clinicamente predominano dolori addominali ricorrenti, che possono essere associati a modificazioni del ritmo intestinale (principalmente diarrea, stitichezza o feci di consistenza variabile).
Caratteristica essenziale e differenziazione
Tipico è l’assenza di reperti «allarmanti» come perdita di peso persistente, feci sanguinolente (ematochezia) o un decorso progressivo; la comparsa di tali segni aumenta la probabilità di una patologia organica e giustifica ulteriori indagini diagnostiche.
Punti principali del trattamento
Dal punto di vista terapeutico prevalgono misure sullo stile di vita, tra cui adattamenti dietetici mirati e strategie di gestione dello stress. Misure farmacologiche o interventistiche sono orientate ai sintomi predominanti e all’andamento clinico.
Frequenza cardiaca
Termine e significato
La frequenza cardiaca indica il numero di battiti cardiaci al minuto ed è un fondamentale parametro vitale.
Misurazione e fattori influenti
Viene rilevata a riposo o sotto sforzo; età, attività fisica, farmaci, temperatura e stress influenzano la frequenza. Deviazioni dalla frequenza di riposo attesa possono indicare disturbi cardiovascolari o sistemici e richiedere ulteriori accertamenti.
Pressione arteriosa
Termine e principio di misurazione
La pressione arteriosa è la forza che il sangue circolante esercita sulle pareti vascolari e viene descritta mediante valori sistolici e diastolici.
Esecuzione della misurazione
Per la misurazione si utilizza di solito una fascia gonfiabile e un dispositivo; la fascia applica una pressione che permette di determinare i valori arteriosi. La tecnica corretta di applicazione e la scelta della misura della fascia sono importanti per risultati significativi.
Frequenza respiratoria
Termine e rilevanza clinica
La frequenza respiratoria è il numero di atti respiratori al minuto ed è un parametro vitale fondamentale per valutare la funzione respiratoria.
Misurazione e fattori influenti
Si conta a riposo e può essere modificata da dolore, febbre, disturbi polmonari o metabolici nonché da fattori emotivi. Deviazioni dalla frequenza respiratoria attesa indicano problemi respiratori o sistemici e devono essere valutate nel contesto clinico.
Saturazione dell’ossigeno
Termine e procedura di misurazione
La saturazione dell’ossigeno descrive la frazione dell’emoglobina legata all’ossigeno rispetto all’emoglobina totale nel sangue e viene frequentemente misurata in modo non invasivo mediante pulsossimetria.
Significato e rilevanza clinica
La misurazione fornisce una rapida stima dell’ossigenazione corporea; valori ridotti possono indicare un’alterata scambio gassoso polmonare o problemi circolatori e richiedere ulteriori indagini.
Temperatura
Termine e sedi di misurazione
La temperatura corporea è un parametro vitale che riflette il bilancio termico dell’organismo. Può essere misurata in diverse sedi come rettale, orale o ascellare, e la sede di misurazione influenza i valori rilevati.
esplorazione rettale digitale
Esplorazione rettale digitale
Scopo: Esame clinico tattile del retto distale e del canale anale per valutare reperti palpabili, sanguinamenti o alterazioni locali circoscritte.
Esecuzione: Un dito guantato e lubrificato viene inserito delicatamente nel retto. L’esame è breve e serve per la palpazione della mucosa, della parete rettale e, negli uomini, anche della prostata.
Reperti e indicazioni: I reperti rilevati possono includere tumori, indurimenti, fonti di sanguinamento o modificazioni palpabili dello sfintere. L’esame può risultare fastidioso e provocare dolore in caso di lesioni infiammatorie; occasionalmente possono verificarsi minimi sanguinamenti.
Peutz-Jeghers
Sindrome di Peutz-Jeghers
Definizione: Sindrome ereditaria caratterizzata da multipli polipi amartomatosi nel tratto gastrointestinale e da macchie pigmentate caratteristiche su labbra e viso.
Clinica: Tipiche sono macchie pigmentate nelle regioni peri-orali di pelle e mucose e polipi gastrointestinali che possono causare sanguinamento o invaginazione intestinale.
Genetica e rischio: Di solito trasmessa in modo autosomico dominante (causa frequente: mutazione STK11/LKB1). I soggetti interessati hanno un rischio aumentato di sviluppare vari tumori nel tratto gastrointestinale e in altri organi.
Sindrome di Gardner
Sindrome di Gardner
Definizione: Forma di poliposi adenomatosa familiare che, oltre a numerosi adenomi colorettali, presenta marcate manifestazioni extraintestinali.
Caratteristiche cliniche: Multipli polipi colorettali con alto potenziale carcinogenico, osteomi ossei (frequentemente cranio, mascella), cisti epidermiche e tumori dei tessuti molli come i desmoidi.
Genetica e prognosi: Di solito dovuta a mutazioni nel gene APC con trasmissione autosomica dominante. In assenza di interventi profilattici esiste un rischio molto elevato di sviluppare carcinoma colorettale.
emocromo
Per escludere un’anemia si esegue un emocromo. In caso di valore dell’emoglobina inferiore a 7 g/dl si dovrebbe prendere in considerazione una trasfusione di concentrati di eritrociti. La decisione si basa inoltre sui sintomi, sulla situazione circolatoria e sulle comorbilità. Prima si determinano il gruppo sanguigno AB0 e il fattore Rh, oltre a un test di ricerca anticorpi e una prova di compatibilità. Immediatamente prima della trasfusione viene eseguito il bedside-test sul paziente.
Parametri di funzione renale
Parametri di funzione renale
Definizione e scopo: Misure di laboratorio chimico per valutare la funzione renale e la capacità di escrezione renale.
Parametri tipici: Misure frequenti sono la creatinina sierica e l’azoto ureico (urea); dal valore della creatinina si calcola di solito la velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR). Indagini complementari possono includere elettroliti e analisi delle urine.
Significato: Variazioni di questi valori forniscono indicazioni su disfunzioni renali acute o croniche e servono per il monitoraggio dell’andamento.
Elettroliti
Elettroliti
Significato: Gli elettroliti sono ioni centrali (p. es. sodio, potassio, cloruro) importanti per l’equilibrio idrico, l’equilibrio acido-base e le funzioni cellulari.
Disturbi tipici nelle perdite di liquidi:
– Vomito: può determinare perdite di potassio e una alcalosi metabolica ipocloridemica con concomitante ipokaliemia.
– Diarrea: può causare perdita di volume, iponatriemia e ipokaliemia nonché frequentemente una acidosi metabolica.
Rilevanza clinica: In caso di perdite elevate da stomaco o intestino le misurazioni degli elettroliti sono indicate per la valutazione e il monitoraggio.
ALT
Alanina-aminotransferasi (ALT)
Definizione e funzione: L’ALT è un enzima coinvolto nel metabolismo degli amminoacidi e nelle reazioni di trasferimento di un gruppo amminico.
Localizzazione e significato clinico: Si trova principalmente negli epatociti ed è rilevabile aumentato nel sangue dopo il rilascio per danno delle cellule epatiche. I valori servono per valutare il danno degli epiteli epatici, ma non sono da soli sufficienti per la diagnosi differenziale.
AST
Aspartato-aminotransferasi (AST)
Definizione e funzione: L’AST è un enzima del metabolismo degli amminoacidi, coinvolto nelle reazioni di transaminazione.
Localizzazione e significato clinico: È presente nel fegato ma anche nel muscolo cardiaco, nello scheletro e in altri tessuti. Valori sierici elevati indicano morte cellulare o danno tissutale; l’AST non è epato-specifica e può aumentare in caso di lesioni di altri organi.
GGT
Gamma-glutamiltransferasi (GGT)
Definizione e funzione: La GGT è un enzima coinvolto nel metabolismo del glutatione e nella funzione di trasporto degli amminoacidi sulla membrana cellulare.
Occorrenza e importanza clinica: Si trova nelle cellule epatiche e nelle cellule epiteliali delle vie biliari. Aumenti di laboratorio si riscontrano frequentemente nelle malattie epatiche colestatiche o per induzione enzimatica (p.es. da alcol o da alcuni farmaci) e supportano la valutazione delle malattie del fegato e delle vie biliari.
Enzimi pancreatici
Enzimi pancreatici
Panoramica e funzioni: Tra gli enzimi esocrini del pancreas figurano l’amilasi, la lipasi e gli enzimi proteolitici come la tripsina e la chimotripsina.
Azione: L’amilasi catalizza la degradazione dell’amido e dei carboidrati correlati; la lipasi favorisce la scissione dei grassi alimentari; tripsina e chimotripsina sono proteasi che rompono i legami peptidici nelle molecole proteiche.
Proteina C-reattiva
Proteina C-reattiva (CRP)
Definizione e funzione: La CRP è una proteina della fase acuta prodotta nel fegato in risposta a stimoli infiammatori e a danno tissutale.
Importanza clinica: La misurazione nel siero è utilizzata per monitorare la presenza e l’evoluzione di processi infiammatori. La CRP fornisce indicazioni sull’attività e la dinamica di un’infiammazione, ma non è una prova specifica per la causa.
CEA
CEA (antigene carcinoembrionario)
Definizione: Il CEA è un marcatore tumorale che ha un ruolo durante lo sviluppo fetale e può ricomparire in età adulta in alcune neoplasie.
Importanza clinica: Valori ematici elevati si riscontrano in alcuni tumori solidi (in particolare neoplasie colorettali), ma non sono sufficientemente sensibili o specifici per lo screening. Il marcatore è usato principalmente per la valutazione di follow-up e il monitoraggio, non come unico strumento diagnostico.
CA 19-9
Definizione
Il CA 19-9 è un antigene carboidratico misurabile nel sangue e può essere associato ad alcuni tumori epiteliali.
Utilizzo clinico
Il marcatore è impiegato prevalentemente per il monitoraggio dell’andamento e della terapia nelle malattie tumorali, in particolare nelle patologie del pancreas e delle vie biliari. Non è adatto come test di screening isolato.
Limitazioni
Sensibilità e specificità sono limitate. Valori elevati di CA 19-9 possono comparire anche in altri tumori solidi e in varie patologie benigne (p.es. stati colestatici, pancreatite, malattie del fegato). I risultati di laboratorio devono quindi essere interpretati sempre nel contesto clinico e insieme agli esami di imaging.
Paziente/Intestazione: Sig./Sig.ra Primario/Primaria ……….., Con la presente desidero presentarLe il paziente Ludwig Jäger. |
Data31/08/2025 |
| Età57 anni | Peso85 kg | Altezza176 cm |
Allergie (parole chiave)
Amoxicillina → dolori addominali, diarrea
Pesce → prurito, esantema
Sostanze/ droghe (parole chiave)
Fumatore da 5 anni, attualmente circa 5 sigarette/giorno (totale ~17,5 anni di pacchetto)
Precedentemente 15 anni 1 pacchetto/giorno
Alcol: da 2 anni circa 2 bicchieri di birra al giorno
Nessuna droga
Anamnesi sociale (parole chiave)
Professione: bibliotecario
Attualmente in processo di separazione (definitivo tra circa 3 mesi)
Vive con suo figlio di 25 anni in un appartamento
Anamnesi familiare (parole chiave)
Padre (82 a.): polipi colici multipli (diagnosticati a 45 anni)
Madre (80 a.): diabete mellito, terapia insulinica, amputazione tibiale sinistra, sospetto Long-COVID
Figlio (25 a.): torsione testicolare (trattata chirurgicamente), sclerosi multipla
Farmaci (parole chiave)
Valsartan 80 mg 1-0-0
Ibuprofene 400 mg se necessario
Lorazepam (Tavor) 0,5 mg se necessario
Valeriana 300 mg (senza prescrizione, nessun effetto)
Anamnesi (frasi complete)
Il paziente si presenta da noi con diarree paradosse ormai da circa cinque mesi e dolori addominali di tipo tenesmo.
Secondo il suo racconto i disturbi si sono progressivamente aggravati negli ultimi due mesi.
Riferisce alterazioni delle feci con alternanza di stipsi e diarrea, talvolta feci sottili come una matita e sensazione di svuotamento incompleto. L’alternanza tra fasi di diarrea e stitichezza avviene ogni due-quattro giorni. Durante le fasi di diarrea il paziente lamenta evacuazioni per lo più piccole, molli e ripetute.
Ha riferito di aver visto per la prima volta sangue nel WC circa due mesi fa.
Descrive l’emorragia come talvolta un piccolo striscia di sangue sulle feci, mentre in altri giorni compaiono quantità maggiori di sangue, talvolta miste a muco.
Sono presenti i seguenti sintomi associati:
pallore, vertigini, dispnea da sforzo, affaticamento e ematochezia.
Nessuna piressia, sudorazione notturna, nausea, vomito, ematemesi, melena, disfagia, ittero, prurito, emorroidi o ragadi anali.
Nessun soggiorno all’estero o assunzione di antibiotici di recente.
Nell’anamnesi vegetativa si evidenzia una perdita di peso non voluta di 2 kg nelle ultime quattro settimane e insonnia correlata allo stress con difficoltà ad addormentarsi.
Pregresse patologie: ipertensione arteriosa (da 7 anni, ben controllata), coxartrosi bilaterale (fisioterapia, ibuprofene se necessario), claustrofobia con attacchi di panico, borreliosi (5 anni fa), frattura conservativamente trattata dell’articolazione acromioclavicolare sinistra (1 anno fa), sinusite frontale (3 mesi fa).
Precedente intervento: strabismo destro (all’età di 6 anni).
Diagnosi sospetta – Diagnosi differenziali (frasi complete)
A causa delle diarree paradosse progressive, dell’ematochezia e del quadro di rischio, si sospetta un carcinoma colorettale. Tra le diagnosi differenziali vanno considerate una malattia infiammatoria intestinale cronica (MII) e una diverticolite.
Ulteriore iter – Terapia (frasi complete)
Ricovero ospedaliero
Bilancio dei liquidi
esplorazione rettale digitale
Colonscopia con prelievo bioptico per conferma istologica
Esami di laboratorio
Ecografia addominale
TC addome
Terapia sintomatica dei disturbi
Valutazione in ambulatorio specialistico gastroenterologico
Firma
Nome Cognome
Distinti saluti
1. Età
2. BMI
3. Motivo principale di consulto
1. Età superiore a 50 anni.
2. Di norma sovrappeso.
3. Diarree paradosse progressive presenti da mesi con tenesmi.
4. Sintomi associati
Alternanza delle feci con stitichezza e diarrea, talvolta feci sottili come una matita, sensazione di svuotamento incompleto, frequenza delle evacuazioni: variabile
pallore, vertigini, ematochezia, dispnea da sforzo, affaticamento, perdita di peso nelle ultime settimane
5. Importanti negazioni
6. Fattori di rischio
5. Piressia, sudorazione notturna, nausea, vomito, ematemesi, melena, ittero, prurito, emorroidi, ragadi anali, soggiorno all’estero/assunzione di antibiotici di recente
6. Età, dieta ricca di grassi e alto consumo di carne rossa, sindromi ereditarie di poliposi, poliposi adenomatosa familiare, sindrome di Gardner, malattie infiammatorie croniche intestinali
7. Esame obiettivo
7. Parametri vitali
Segni di disidratazione / anemia (pallore) o cachessia
Segni di perforazione → peritonite → difesa muscolare
Segni di ostruzione → rumori intestinali iperattivi
Esplorazione rettale digitale
8. Diagnosi differenziali
8. Carcinoma colorettale
Malattie infiammatorie intestinali croniche (MII): con andamento a ricadute, eventualmente con manifestazioni extraintestinali o perianali
Aderenze: dopo interventi chirurgici addominali precedenti
Sindrome dell’intestino irritabile: senza ematochezia o perdita di peso
9. Localizzazione
9. Localizzazione:
Colon prossimale: anemia da carenza di ferro dovuta a sanguinamento occulto
Colon distale: cambiamento delle abitudini intestinali (stitichezza/diarrea), ematochezia
Retto: modifica del calibro delle feci, sanguinamenti rettali, dolore rettale
10. Laboratorio
10. emocromo completo, profilo del ferro, parametri della funzione renale, elettroliti, transaminasi e colestasi (ALT, AST, GGT, AP, bilirubina), enzimi pancreatici e proteina C-reattiva
CEA e CA 19-9, poco sensibili/ in altri tumori solidi, per il monitoraggio evolutivo e terapeutico
11. Ulteriore procedura
11. Metodo di scelta: colonscopia
Colonscopia: pulizia intestinale prima dell’esame, ispezione della mucosa intestinale, biopsie e p.es. polipectomia o emostasi di sanguinamenti
Tomografia computerizzata (TC) di torace, addome e pelvi: valutazione dell’estensione della malattia (stadiazione)
Ecografia: individuazione di metastasi epatiche
12. Patobiologia
12.
Circa tre quarti dei carcinomi del colon originano nel colon prossimale. Gli adenocarcinomi rappresentano più del 90% dei tumori colorettali. Gli adenocarcinomi colorettali derivano dall’epitelio ghiandolare prismático della mucosa.
Il sottotipo carcinoma midollare: prognosi favorevole.
Il carcinoma a cellule ad anello con castone: prognosi sfavorevole
13. Terapia
13. Chirurgia:
resezione operatoria + preservazione della funzione dello sfintere
Emicolectomia
Resezione del colon trasverso
Resezione del sigma
Colectomia totale/subtotale
Chemioterapia
14. Prognosi
14. La prognosi nel carcinoma colorettale dipende principalmente dallo stadio tumorale. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni nello stadio I è di circa 90–95%, ma nello stadio IV con metastasi a distanza scende sotto il 10%. Gli stadi II e III si collocano prognosticamente in mezzo.
15. Immaginate ora: come riferireste tipicamente su un carcinoma del colon?
15. Il paziente si è presentato con diarree paradosse in corso da circa cinque mesi, che recentemente si sono progressivamente aggravate. Sono presenti tenesmi, alternanza di feci con stitichezza e diarrea, talvolta feci sottili come una matita e svuotamento incompleto. Riferisce inoltre perdita di peso, pallore, vertigini, ematochezia, dispnea da sforzo e astenia.
Termini di uso comune:
1. Dolore addominale
2. urgente dolore defecatorio
3. stitichezza
4. evacuazione
5. sangue fresco nelle feci
6. mancanza di fiato, respiro corto
7. stanchezza, esaurimento
8. febbre
Termini tecnici:
1. Dolore addominale
2. Tenesmi
3. Ostruzione intestinale/stitichezza (Obstipation)
4. Defecazione
5. Ematochezia
6. Dispnea
7. Fatigue
8. Pirexia
Termini di uso comune:
9. Sudorazione notturna
10. Nausea
11. Vomito
12. vomito di sangue
13. feci nere, catramosi
14. mucosa
15. difficoltà a deglutire
16. cuscinetti vascolari ingranditi all’ano
Termini tecnici:
9. Iperidrosi notturna
10. Nausea
11. Emesi
12. Ematemesi
13. Melissa
14. Mucosa
15. Disfagia
16. Emorroidi
Termini di uso comune:
17. piccole fessure nella cute anale
18. ittero (cute e occhi gialli)
19. prurito
20. colonscopia
21. intervento chirurgico per la rimozione parziale o totale del colon
Termini tecnici:
17. Fessure anali
18. Ittero
19. Prurito
20. Colonscopia
21. Colectomia
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MEDICO: Buongiorno,
Mi chiamo dottor Habeck.
Oggi sono presente in reparto come medico assistente.
Vorrei fare con lei un colloquio anamnestico.
Se non capisce qualcosa o ha domande, per favore me lo faccia sapere.
Per prima cosa ho bisogno di alcune informazioni personali, poi possiamo proseguire.
Come si chiama?
PAZIENTE: Mi chiamo Ludwig Jäger.
MEDICO: Potrebbe per favore fare lo spelling del suo nome e cognome lentamente?
PAZIENTE: Certo,
il mio nome: L, U, D, W, I, G
il mio cognome: J, Ä, G, E, R
MEDICO: Quanti anni ha, signor Jäger?
PAZIENTE: Ho cinquantasette anni.
MEDICO: Quando è nato esattamente?
PAZIENTE: Ho fatto il compleanno l’altro ieri.
MEDICO: Ah, auguri in ritardo per il compleanno!
quindi il suo compleanno è il diciassette gennaio 1968.
PAZIENTE: È corretto, dottore
MEDICO: Quanto è alto?
PAZIENTE: Sono alto un metro e settantasei.
MEDICO: Quanto pesa?
PAZIENTE: Peso circa ottantacinque chilogrammi.
MEDICO: Come si chiama il suo medico di base?
PAZIENTE: La mia dottoressa di base si chiama dottoressa Karla Scholz.
MEDICO: Cosa la porta da noi oggi?
PAZIENTE: Il mio vicino diceva che sembro pallido.
Per questo sono venuto qui con lui.
Ma in realtà questo non è il mio problema principale.
Il mio vero problema è che da qualche mese sono stitico – e stranamente a volte alterna con diarrea.
MEDICO: Da quando ha problemi intestinali?
PAZIENTE: Da circa cinque mesi.
All’inizio i sintomi sono comparsi lentamente – ma negli ultimi due mesi sono peggiorati notevolmente.
MEDICO: Potrebbe descrivere più precisamente i suoi sintomi?
Che intende esattamente con stitichezza e diarrea?
PAZIENTE: Sì, le mie evacuazioni sono cambiate.
A volte sono più sottili di prima, a volte addirittura sottili come una matita.
Inoltre alterno diarrea e stitichezza.
Spesso ho la sensazione che l’intestino non si svuoti completamente.
E a volte vedo anche sangue o muco nelle feci E le feci sono piuttosto morbide.
MEDICO: Quando ha notato per la prima volta sangue nelle feci?
PAZIENTE: La prima volta l’ho visto nel water – era mucoso e sanguinolento, e risale a circa quattro mesi fa.
MEDICO: Le feci sono state a volte nere o catramose?
PAZIENTE: No, le feci non sono mai state nere o catramose.
Di solito sono di colore marrone normale, ma a volte vedo sangue rosso chiaro o un po’ di muco.
MEDICO: Con quale frequenza soffre di stitichezza o diarrea?
PAZIENTE: È molto variabile. Di solito cambia ogni pochi giorni. A volte vado in bagno solo ogni due o quattro giorni e nel frattempo ho episodi di diarrea ricorrente – a volte anche tre o quattro volte al giorno, spesso però in piccole quantità.
MEDICO: Quanta è la perdita di sangue?
PAZIENTE: È variabile. A volte è solo una piccola striscia sulle feci, altre volte c’è molto più sangue, mescolato con muco.
MEDICO: Che aspetto ha il sangue nelle feci?
PAZIENTE: È rosso vivo.
MEDICO: Ha anche dolore?
PAZIENTE: Sì, il dolore è nella parte bassa dell’addome, cioè al di sotto dell’ombelico.
Viene a onde, passa e poi ricompare.
MEDICO: Quanto durano di solito questi dolori?
PAZIENTE: I dolori durano per lo più alcuni minuti e poi ritornano a salve.
MEDICO: Il dolore si irradia da qualche parte?
PAZIENTE: No, non succede.
MEDICO: Quanto valuterebbe il suo dolore su una scala da 1 a 10 – una volta a riposo e una volta durante la defecazione, dove 1 è dolore lieve e 10 è dolore insopportabile?
PAZIENTE: A riposo circa 2, ma durante la defecazione sale a circa 7 o 8.
MEDICO: C’è qualcosa che influisce sul dolore, lo peggiora o lo allevia?
Per esempio la defecazione, il cibo o una determinata posizione del corpo?
PAZIENTE: Sì, il dolore è più forte prima della defecazione.
Dopo di essa di solito migliora un po’.
Ma il mangiare non influisce sul dolore.
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MEDICO: Ha già avuto sintomi simili in passato?
PAZIENTE: No, questo è nuovo per me.
Ma sa, dottore, mio padre aveva diversi polipi.
Glieli hanno tolti perché il medico disse che potevano diventare maligni.
Allora anche lui aveva spesso sangue nelle feci e talvolta dolori addominali.
E ora ho paura che possa essere la stessa cosa anche per me.
MEDICO: Capisco la sua preoccupazione.
Nella comparsa di una malattia spesso entrano in gioco molti fattori – per esempio i geni, l’alimentazione, lo stile di vita e altro ancora.
Allo stesso tempo dobbiamo proseguire la conversazione in modo approfondito per raccogliere tutte le informazioni importanti.
Successivamente eseguiremo gli esami necessari e dopo potremo formulare una diagnosi più precisa.
MEDICO: Ha provato qualcosa per contrastare i sintomi?
PAZIENTE: Ho provato con tisane alle erbe, ma purtroppo non hanno funzionato.
MEDICO: Ha mai partecipato allo screening per il cancro del colon, per esempio con un test fecale per sangue occulto o una colonscopia?
PAZIENTE: No, ancora no.
MEDICO: Ha già consultato un medico per questi disturbi finora?
PAZIENTE: No, a dire il vero speravo che si risolvesse da solo.
E sa com’è al momento con gli appuntamenti – è difficile ottenere una visita.
MEDICO: Ha notato difficoltà o dolori a deglutire o masticare?
PAZIENTE: No, non ho problemi in tal senso.
MEDICO: Ha osservato qualcosa di insolito sul corpo, per esempio gonfiori, noduli o cambiamenti nella sensibilità – per esempio nell’inguine?
No, non ho notato nulla di particolare
MEDICO: Ha difficoltà a respirare, tosse, vertigini o palpitazioni?
PAZIENTE: Solo durante sforzi fisici fatico a respirare.
E quando mi alzo di colpo mi sento la vista annebbiarsi.
MEDICO: Sono a lei noti problemi cardiaci o anemia?
PAZIENTE: Per quanto ne sappia, no.
MEDICO: Ha nausea?
PAZIENTE: No.
MEDICO: Ha vomitato?
PAZIENTE: Finora non ho vomitato nulla.
MEDICO: Ha bruciore di stomaco o un sapore acido in bocca?
PAZIENTE: No, non lo noto.
MEDICO: Ha dolore o prurito nella zona anale?
PAZIENTE: No, no.
MEDICO: Ha notato un colorito giallastro della pelle o del bianco degli occhi, oppure un’urina più scura del solito?
PAZIENTE: No, non ho notato nulla.
MEDICO: Ha prurito su tutto il corpo?
PAZIENTE: No, non ho prurito.
MEDICO: La circonferenza addominale è aumentata di recente – per esempio i pantaloni le stanno più stretti di prima?
PAZIENTE: No, non me ne sono accorto.
MEDICO: Come si sente?
PAZIENTE: Da tre settimane mi sento molto affaticato e stanco.
MEDICO: Quali alimenti ha consumato di recente?
PAZIENTE: Non ho mangiato nulla di particolare – semplicemente il mio solito cibo.
MEDICO: Ha febbre, sudorazioni notturne, brividi o ondate di sudore?
PAZIENTE: Niente
MEDICO: Com’è il suo appetito?
PAZIENTE: Devo costringermi a mangiare.
MEDICO: Come si nutre?
Vegano, vegetariano o onnivoro?
PAZIENTE: Per anni mi sono nutrito in modo piuttosto poco sano, molta carne rossa, poca frutta e verdura.
MEDICO: Grazie per averlo detto con tanta franchezza.
L’alimentazione gioca davvero un ruolo importante per la salute.
È già positivo che ne sia consapevole – possiamo insieme valutare come migliorare le sue abitudini alimentari passo dopo passo.
PAZIENTE: Grazie per il suo supporto.
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MEDICO: Ha perso o guadagnato peso involontariamente di recente?
Quanto e in quale arco di tempo?
PAZIENTE: Sì, nelle ultime quattro settimane ho perso involontariamente circa due chilogrammi.
MEDICO: Ha difficoltà a dormire?
PAZIENTE: Sì, impiego circa due ore per addormentarmi.
Lavoro in una biblioteca e al momento stanno digitalizzando tutto lì.
Non ho un buon rapporto con questo – mi crea molto stress.
Semplicemente non sono una persona digitale.
Inoltre a volte diarrea e dolori addominali disturbano il mio sonno.
MEDICO: Sembra un carico legato al lavoro.
Situazioni simili si verificano spesso.
È importante che mantenga la calma e non si preoccupi troppo.
Tutti commettono errori di tanto in tanto – è del tutto normale.
Cosa ha fatto al riguardo?
PAZIENTE: Sono andato da solo in farmacia e ho preso compresse di valeriana 300 per dormire.
MEDICO: Le hanno aiutato?
PAZIENTE: Ad essere sincero, le caramelle avrebbero fatto più effetto – le compresse non hanno funzionato per niente.
MEDICO: Capisco, alla fine della visita possiamo discuterne più a fondo.
PAZIENTE: Va bene, dottore.
MEDICO: Ha difficoltà a urinare?
PAZIENTE: Durante l’ultima visita dall’urologo, circa due anni fa, tutto era normale.
Gli esami per una possibile ipertrofia prostatica erano nella norma.
MEDICO: Soffre di malattie croniche come ipertensione, diabete o alterati valori di lipidi nel sangue?
PAZIENTE: Ho l’ipertensione da 7 anni.
MEDICO: Come è stata fatta la diagnosi?
PAZIENTE: Durante il controllo di prevenzione dalla mia medico di base ho dovuto fare un monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore.
Mi ha anche consigliato un test delle feci per il cosiddetto sangue occulto, ma non l’ho mai fatto.
MEDICO: Capisco, è un esame importante – bene che ne parli ora.
Misura la pressione a casa? Quali sono i valori?
PAZIENTE: Sì, misuro regolarmente la pressione a casa.
I valori sono di solito 130 su 80.
MEDICO: Sono presenti complicazioni come problemi renali, disturbi della vista o malattie cardiovascolari?
PAZIENTE: No, non ho nulla di tutto ciò.
MEDICO: È mai stato ricoverato in ospedale per glicemie troppo alte o troppo basse?
PAZIENTE: No, mai.
MEDICO: Quando ha visitato l’ultima volta un oculista?
PAZIENTE: Non sono mai stato dall’oculista.
Perché sono importanti gli esami oculari?
MEDICO: Controlli regolari dall’oculista sono importanti per individuare in tempo eventuali conseguenze dell’ipertensione sugli occhi.
Quali farmaci prende per questo?
PAZIENTE: Grazie dottore, prendo Valsartan 80 milligrammi, una volta al giorno.
Inoltre ho avuto un’infiammazione dei seni frontali tre mesi fa.
MEDICO: Quale trattamento ha ricevuto per questo?
PAZIENTE: All’inizio mi hanno dato Amoxicillina, ma già dopo la prima compressa non l’ho tollerata.
Ho avuto dolori addominali e diarrea, quindi l’ho sospesa.
MEDICO: Cosa le è stato prescritto successivamente?
PAZIENTE: Non ricordo molto bene.
So solo che la confezione conteneva 6 compresse.
MEDICO: Ha altre malattie?
PAZIENTE: Sì, quindi ho da 5 anni un’usura dell’articolazione dell’anca.
L’anca dà problemi da tempo, soprattutto quando cammino o sto in piedi a lungo.
MEDICO: È interessato un lato o entrambi?
PAZIENTE: Ho dolore ad entrambi i lati, ma a volte un lato fa più male dell’altro.
MEDICO: Quali trattamenti sono stati effettuati?
E quanto sono stati efficaci?
PAZIENTE: Ho già fatto fisioterapia, ha aiutato un po’ — almeno per la mobilità.
Ho provato anche pomate antidolorifiche come Voltaren, ma aiutano solo a breve termine.
L’Ibuprofene 400 allevia invece molto il dolore.
MEDICO: Quanto spesso prende l’Ibuprofene — settimanalmente o mensilmente?
PAZIENTE: Non così spesso, circa due volte a settimana, quando il dolore è forte.
MEDICO: Se in futuro intende assumere più frequentemente l’Ibuprofene, prenda in considerazione anche una protezione gastrica come Pantoprazolo, così da non sovraccaricare inutilmente lo stomaco e per evitare possibili danni alla mucosa gastrica.
PAZIENTE: Va bene.
Inoltre mi sento molto a disagio in spazi ristretti, mi viene rapidamente panico.
MEDICO: Le è stato prescritto qualcosa per gli attacchi di panico?
PAZIENTE: Sì, prendo Tavor al bisogno.
MEDICO: A quale dosaggio prende il Tavor?
PAZIENTE: 1 milligrammo, ma prendo sempre solo mezza compressa.
E ho avuto anche la borreliosi — è stato circa cinque anni fa, una zecca mi ha punto il polpaccio destro nella foresta di Zerzabelshof.
Allora indossavo pantaloncini corti.
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MEDICO: Quali trattamenti sono stati fatti allora?
PAZIENTE: Allora mi hanno prescritto Doxy-Denk 100, l’ho preso per due settimane.
Inoltre è stato controllato il valore del sangue per la borreliosi.
MEDICO: Si è mai sottoposto a un’operazione o a un intervento medico?
PAZIENTE: Sì, da bambino. Avevo uno strabismo all’occhio destro e sono stato operato per questo.
L’oculista disse a mia madre che gli occhiali non sarebbero stati sufficienti.
MEDICO: Cosa intende esattamente con da bambino?
A che età circa?
PAZIENTE: Avevo circa sei anni.
MEDICO: Ha mai avuto un incidente?
PAZIENTE: Sì, un anno fa ho avuto un incidente sugli sci.
Sono caduto e mi sono rotto l’articolazione acromioclavicolare sinistra.
MEDICO: Come è stato trattato? Con un’operazione?
PAZIENTE: No, nessun intervento.
Ho dovuto riposare, ho avuto un bendaggio a zaino e mi hanno dato antidolorifici.
MEDICO: Ha attualmente dolore o limitazioni di movimento?
PAZIENTE: No, più niente — è guarito bene.
MEDICO: Prende altri farmaci?
PAZIENTE: No, nessun altro.
MEDICO: Prende farmaci anticoagulanti come Aspirina, Marcumar o preparati simili?
PAZIENTE: No, non prendo tali farmaci. Prendo solo il mio antipertensivo Valsartan una volta al giorno.
Antidolorifici come l’Ibuprofene li prendo solo occasionalmente, quando mi fa male l’anca.
MEDICO: Ha una ricetta per i suoi farmaci?
PAZIENTE: Sì, l’ho fatto.
MEDICO: È completamente vaccinato, quindi ha ricevuto tutte le vaccinazioni fin dall’infanzia?
PAZIENTE: No, a dire il vero non sono un sostenitore delle vaccinazioni.
Ho l’impressione che spesso si tratti più di soldi e marketing che di salute.
MEDICO: Capisco le sue preoccupazioni e le prendo sul serio.
Se vuole, posso spiegarle volentieri perché alcune vaccinazioni hanno senso dal punto di vista medico – soprattutto per proteggere da malattie gravi.
Naturalmente decide lei stesso se e quali vaccinazioni sono adatte a lei.
Ha allergie o intolleranze note, per esempio a cibi, farmaci, animali o altre sostanze?
PAZIENTE: Sì, oltre all’amoxicillina non sopporto il pesce.
Mi provoca prurito ed eruzioni cutanee.
L’ho notato per la prima volta a sette od otto anni.
MEDICO: Fuma?
Quante sigarette fuma al giorno e da quando?
PAZIENTE: Fumo da circa 5 anni, circa 5 sigarette al giorno. Prima di ciò ho fumato per circa 15 anni un pacchetto intero al giorno.
MEDICO: È ottimo che abbia deciso di fumare meno.
Dato che è già riuscito a ridurre, sono sicuro che può smettere del tutto.
Può dirmi cosa l’ha motivato a farlo?
PAZIENTE: Ho notato che la notte tossisco più spesso.
Questo mi dava parecchio fastidio, e ho pensato che sarebbe stato meglio fumare meno.
MEDICO: Si è migliorato?
PAZIENTE: giusto.
MEDICO: Beve alcol?
Che tipo?
PAZIENTE: Bevo di solito due bicchieri di birra al giorno.
Lo faccio da 2 anni.
MEDICO: Grazie per esser stato così aperto.
Due birre al giorno per 2 anni sono già un carico per il corpo.
Se è interessato, possiamo valutare insieme come ridurre il consumo.
PAZIENTE: Certo, dottore.
MEDICO: È mai capitato che, a causa di un consumo eccessivo di alcol, abbia avuto sintomi di intossicazione?
PAZIENTE: Mai.
MEDICO: Posso chiederle se ha mai fatto uso di droghe?
PAZIENTE: Mai.
MEDICO: Pratica sport regolarmente?
Quale tipo e con quale frequenza?
PAZIENTE: Non faccio molto sport – vado a nuotare circa una volta alla settimana.
MEDICO: Qual è il suo stato civile?
PAZIENTE: Sono attualmente in fase di divorzio.
Ci separeremo ufficialmente tra tre mesi.
MEDICO: Dove vive?
Con chi convive?
PAZIENTE: Vivo in un appartamento con mio figlio.
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MEDICO: È in buona salute?
PAZIENTE: Ora ha 25 anni. A 13 anni ha avuto una torsione del testicolo, che allora è stata operata.
Inoltre ha la sclerosi multipla, che cura con compresse. Alla diagnosi aveva sintomi come disturbi visivi, intorpidimento alla gamba destra e instabilità del passo. Successivamente sono stati eseguiti esami come una risonanza magnetica del cervello e del midollo spinale.
MEDICO: Ci sono malattie importanti nella sua famiglia, per esempio nei suoi genitori, fratelli o altri parenti stretti?
PAZIENTE: Mio padre ha 82 anni.
Come ho già detto, a 45 anni gli sono stati scoperti e rimossi più polipi per caso.
Mia madre ha 80 anni, vive in una casa di riposo e ha il diabete.
Due anni fa le è stato amputato il piede sinistro fino al polpaccio.
Riceve insulina.
Circa una settimana fa un infermiere ha parlato di Long Covid – ma non ho idea di cosa sia esattamente.
MEDICO: Long Covid significa che dopo un’infezione da coronavirus i disturbi possono durare più a lungo, per esempio stanchezza, mancanza di fiato o problemi di concentrazione.
Possiamo chiarire meglio questo aspetto per sua madre.
Ha viaggiato di recente?
PAZIENTE: No, per niente.
MEDICO: Ha animali domestici?
PAZIENTE: Ho un cane.
MEDICO: Abbiamo terminato l’anamnesi.
Ha altre domande?
PAZIENTE: Devo essere operato?
MEDICO: Non posso dirlo con certezza senza ulteriori esami.
I suoi disturbi finora però indicano una alterazione nel colon che dovremmo approfondire.
Il trattamento dipenderà dalla diagnosi precisa – può avvenire con farmaci o, se necessario, anche con un intervento chirurgico.


