Extrasistoli ventricolari e dolori toracici

Colloquio anamnestico

👨‍⚕️ Buongiorno, mi chiamo Dr. Schneider. Oggi mi occupo di lei. Prima di cominciare: come posso chiamarla?

👩 Buongiorno. Mi chiamo Sabine Keller.

👨‍⚕️ Signora Keller, le vorrei prima di tutto fare alcune domande sui suoi disturbi e sulla sua salute. Va bene per lei?

👩 Sì, naturalmente.

👨‍⚕️ Quanti anni ha?

👩 Ho 44 anni.

👨‍⚕️ Quanto è alta e quanto pesa?

👩 Sono alta 1,68 metri e peso circa 74 chilogrammi.

👨‍⚕️ Con chi vive attualmente?

👩 Vivo con mio marito e nostra figlia.

👨‍⚕️ Chi è il suo medico di base?

👩 Dr. Weber. Il numero di telefono dovrebbe essere nel mio cellulare.

👨‍⚕️ Cosa la porta da noi oggi?

👩 Ho delle palpitazioni molto forti all’improvviso. Sembra anche che il cuore salti dei battiti.

👨‍⚕️ Quando sono iniziati i disturbi?

👩 Circa un’ora fa.

👨‍⚕️ Sono cominciati all’improvviso o gradualmente?

👩 All’improvviso. Da un momento all’altro.

👨‍⚕️ Cosa stava facendo quando sono cominciate le palpitazioni?

👩 Ero a casa e stavo riordinando la cucina. Non era niente di faticoso.

👨‍⚕️ Le palpitazioni sono state continue da allora?

👩 Sì. A volte sono più intense, ma non se ne vanno del tutto.

👨‍⚕️ Ha anche dolore o una sensazione di pressione al petto?

👩 Sì. Sento come se qualcosa di pesante premesse sul mio petto.

👨‍⚕️ Dove sente esattamente il disturbo?

👩 Soprattutto qui al centro e un po’ sul lato sinistro.

👨‍⚕️ Il dolore si irradia in altre parti del corpo?

👩 Sì, fino al mio braccio sinistro.

👨‍⚕️ Quanto è intenso il dolore su una scala da zero a dieci?

👩 Circa sei su dieci.

👨‍⚕️ I disturbi aumentano sotto sforzo?

👩 Sì. Quando sono corsa dall’auto fino a qui, la pressione e le palpitazioni sono peggiorate notevolmente.

👨‍⚕️ I disturbi migliorano a riposo?

👩 Un po’, ma non scompaiono completamente.

👨‍⚕️ Il dolore dipende dalla respirazione o da un determinato movimento del corpo?

👩 No.

👨‍⚕️ Il dolore può essere provocato premendo sul torace?

👩 No.

👨‍⚕️ Ha difficoltà a respirare?

👩 Un po’. Però riesco ancora a parlare normalmente.

👨‍⚕️ Ha avvertito vertigini o ha perso coscienza?

👩 Ho avvertito un po’ di vertigini per un attimo, ma non ho perso coscienza.

👨‍⚕️ Ha avuto nausea, vomito o sudorazione insolitamente intensa?

👩 Ho un po’ di nausea e sudo più del solito.

👨‍⚕️ Ha mai avuto in passato tachicardia o palpitazioni?

👩 Sì, negli ultimi mesi più volte. Durava di solito solo alcuni minuti e poi passava da solo.

👨‍⚕️ Si è fatta visitare da un medico per questo?

👩 Sì, sono stata da un cardiologo alcuni mesi fa.

👨‍⚕️ Cosa è stato riscontrato?

👩 Mi ha detto che avevo battiti cardiaci extra. Avrei dovuto eseguire un ECG prolungato e un’ecocardiografia.

👨‍⚕️ Sono stati fatti questi accertamenti?

👩 No. I sintomi sono migliorati all’inizio, quindi non me ne sono più occupata.

👨‍⚕️ Le è stato prescritto un farmaco all’epoca?

👩 No. Il medico voleva prima aspettare gli ulteriori esami.

👨‍⚕️ Ha avuto recentemente febbre o un’infezione?

👩 No.

👨‍⚕️ Ha perso peso involontariamente o ha sudato molto durante la notte?

👩 No.

👨‍⚕️ Soffre di diarrea, tremori intensi o di una marcata intolleranza al calore?

👩 No.

👨‍⚕️ Com’è il suo appetito?

👩 Normale.

👨‍⚕️ Quali malattie le sono note?

👩 Soffro di ipertensione da circa tre anni.

👨‍⚕️ Le sono noti diabete, valori elevati dei lipidi nel sangue o una malattia della tiroide?

👩 Il mio colesterolo era un po’ elevato all’ultima visita. Per quanto ne so non ho diabete né una malattia della tiroide.

👨‍⚕️ Le è stata diagnosticata una cardiopatia coronarica o un infarto?

👩 No.

👨‍⚕️ Ha mai avuto una trombosi o un’embolia polmonare?

👩 No.

👨‍⚕️ È mai stata operata?

👩 Sì, mi hanno tolto l’appendice quando avevo 19 anni.

👨‍⚕️ Ci sono state complicazioni?

👩 No.

👨‍⚕️ È stata in ospedale per altri motivi?

👩 No.

👨‍⚕️ Quali farmaci prende regolarmente?

👩 Ramipril, cinque milligrammi al mattino.

👨‍⚕️ Assume il farmaco regolarmente?

👩 Di solito sì. A volte lo dimentico nel fine settimana.

👨‍⚕️ Prende altri farmaci, integratori alimentari o preparati a base di erbe?

👩 No.

👨‍⚕️ Ha già preso oggi qualcosa per i sintomi?

👩 No.

👨‍⚕️ Ha allergie o non tollera alcuni farmaci?

👩 Da bambina ho avuto un’eruzione cutanea provocata dalla penicillina.

👨‍⚕️ Ha avuto in tal caso difficoltà respiratorie o gonfiori?

👩 No, solo un’eruzione.

👨‍⚕️ Quando ha avuto l’ultima mestruazione?

👩 Circa due settimane fa.

👨‍⚕️ È possibile una gravidanza?

👩 No. Mio marito è stato sterilizzato.

👨‍⚕️ È mai stata incinta?

👩 Sì, una volta. Mia figlia ha 15 anni.

👨‍⚕️ Ci sono state complicazioni durante la gravidanza o al parto?

👩 No.

👨‍⚕️ Che lavoro svolge?

👩 Lavoro come commessa in un supermercato.

👨‍⚕️ Il lavoro lì è fisicamente molto impegnativo?

👩 Sto molto in piedi e a volte devo sollevare casse pesanti.

👨‍⚕️ Al momento ha particolare stress lavorativo o personale?

👩 Al lavoro c’è molto da fare in questo periodo, ma non più del solito.

👨‍⚕️ Fuma?

👩 Sì, circa dieci sigarette al giorno.

👨‍⚕️ Da quanto tempo fuma?

👩 Da circa 20 anni.

👨‍⚕️ Beve alcol?

👩 Occasionalmente nel fine settimana uno o due bicchieri di vino.

👨‍⚕️ Assume droghe o sostanze stimolanti?

👩 No.

👨‍⚕️ Beve molto caffè o bevande energetiche?

👩 Tre‑quattro tazze di caffè al giorno. Oggi ne ho bevute due. Non consumo bevande energetiche.

👨‍⚕️ Ci sono malattie cardiovascolari nella sua famiglia?

👩 Mio padre ha avuto un infarto a 52 anni.

👨‍⚕️ Sono note aritmie o morti improvvise in famiglia?

👩 Mio fratello maggiore a volte ha aritmie. Non so i dettagli. Per quanto ne so non ci sono stati decessi improvvisi.

👨‍⚕️ Ci sono casi di diabete o altre malattie importanti nella sua famiglia?

👩 Mia madre ha diabete e ipertensione.

👨‍⚕️ Signora Keller, i suoi disturbi e le palpitazioni suggeriscono un’aritmia. Poiché presenta inoltre dolore toracico legato allo sforzo con irradiazione al braccio sinistro, c’è il sospetto di una sindrome coronarica acuta.

La esamineremo ora, controlleremo i parametri vitali, eseguiremo immediatamente un ECG e preleveremo del sangue. Nel frattempo monitoreremo continuamente il suo ritmo cardiaco. A seconda dei risultati, verrà trasferita a un centro cardiologico per ulteriori cure.

Sabine Keller

Età: 44 anni
Peso: 74 kg
Altezza: 168 cm

  • Penicillina: esantema pruriginoso
  • Nessuna dispnea nota o gonfiore dopo assunzione di penicillina
  • Nicotina: ca. 10 sigarette al giorno da 20 anni, circa 10 pacchetti-anno
  • Alcol: occasionalmente 1–2 bicchieri di vino nel fine settimana
  • Caffè: 3–4 tazze al giorno
  • Droghe illegali e bevande energetiche negate
  • Sposata, vive con il marito e la figlia
  • Lavora come commessa
  • Nella vita quotidiana è autosufficiente

  • Padre: infarto miocardico all’età di 52 anni
  • Madre: ipertensione arteriosa e diabete mellito
  • Fratello: aritmia cardiaca non specificata
  • Nessuna storia familiare di morte cardiaca improvvisa nota
  • Ramipril 5 mg 1–0–0, secondo quanto riferito assunzione irregolare occasionale
  • Nessuna terapia cronica con antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti

La paziente di 44 anni si è presentata per una tachicardia improvvisa con palpitazioni presente da circa un’ora. Riferiva inoltre dolore toracico retrosternale, più marcato a sinistra, descritto come una sensazione di pressione e pesantezza con irradiazione al braccio sinistro. L’intensità del dolore è stata valutata 6/10.

I sintomi aumentavano con lo sforzo fisico e miglioravano solo parzialmente a riposo. Inoltre erano presenti lieve dispnea, nausea, sudorazione aumentata e capogiri di breve durata. Sono state negate sincope, emesi e dolori toracici dipendenti da respiro o movimento.

Episodi simili con palpitazioni erano comparsi ripetutamente nei mesi precedenti, ma erano durati solo pochi minuti e si erano risolti spontaneamente. Per questi sintomi la paziente era già stata valutata in cardiologia, dove erano state rilevate extrasistoli e consigliata una diagnostica approfondita con holter ECG e ecocardiografia. Tuttavia la paziente non aveva eseguito tali accertamenti.

Tra le patologie pregresse risultano note ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia. Non risultavano finora diagnosticate cardiopatia coronarica, diabete mellito, malattia tiroidea né eventi tromboembolici.

All’esame obiettivo la paziente era vigile, orientata in tutte le componenti e leggermente sudata freddamente, in condizioni generali ridotte. La pressione arteriosa era 148/92 mmHg, la frequenza cardiaca 112/min con attività cardiaca irregolare, la frequenza respiratoria 19/min e la saturazione di ossigeno 97 % in aria ambiente. La temperatura corporea era 36,7 °C.

All’auscultazione si udivano toni cardiaci netti senza soffi patologici e un rumore respiratorio vesicolare bilateralmente senza rantoli. Non c’era ingorgo delle vene del collo né edemi periferici. Il dolore toracico non era riproducibile alla palpazione.

Nel ECG a 12 derivazioni si osservava un ritmo sinusale tachicardico con frequenza di circa 105/min. Si riscontravano numerose extrasistoli ventricolari monomorfe nell’ambito di un trigeminismo ventricolare. Un’extrasistole ventricolare prematura cadeva sulla onda T del battito precedente, compatibile con un fenomeno R-on-T. Non erano presenti sopraslivellamenti ST persistenti.

Esami di laboratorio mostravano inizialmente una lieve elevazione della hs-troponina I a 19 ng/l. Al controllo dopo un’ora la hs-troponina I era aumentata a 46 ng/l.

In presenza di sintomatologia tipica di angina pectoris e in assenza di sopraslivellamenti ST all’ECG sussiste il sospetto urgente di sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST (NSTE-ACS). Una distinzione tra angina pectoris instabile e NSTEMI non è ancora possibile senza la determinazione della troponina. Inoltre è presente una frequente extrasistolia ventricolare monomorfa con fasi alternate di bigeminismo e trigeminismo ventricolare e pause compensatorie complete. Non si è osservato un fenomeno R-on-T.

La presenza di una miocardite è meno probabile per l’assenza clinica di segni di infezione e di un’infezione pregressa; tuttavia un’esclusione certa non è possibile senza esami di laboratorio ed ecocardiografia. Un vasospasmo coronarico appare meno probabile data la sintomatologia prevalentemente legata allo sforzo. Una cardiopatia strutturale deve essere esclusa con ecocardiografia. Disturbi elettrolitici e un’alterazione della funzione tiroidea come possibili cause delle extrasistoli ventricolari devono essere chiariti con esami di laboratorio. Contro un’aritmia indotta da catecolamine parla l’assenza di un trigger riconoscibile.

La paziente è stata messa a riposo, collegata a monitoraggio continuo ECG, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno e ha ricevuto un accesso venoso periferico. A causa della sintomatologia tipica di angina pectoris e delle frequenti extrasistoli ventricolari monomorfe con fasi alternate di bigeminismo e trigeminismo, si sospettava una sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST. Non si è verificata una tachicardia ventricolare persistente né un fenomeno R-on-T. È comunque stata predisposta la disponibilità alla defibrillazione.

Dopo esclusione di controindicazioni rilevanti la paziente ha ricevuto prima del trasferimento acido acetilsalicilico 250 mg i.v. e atorvastatina 80 mg per os. In caso di dolore toracico persistente e pressione stabile è stata somministrata nitroglicerina 0,4 mg per via sublinguale. La somministrazione di ossigeno non era indicata con una saturazione di ossigeno del 97 %. Una terapia antiaritmica specifica non era necessaria in presenza di ritmo sinusale a frequenza normale e stabilità circolatoria. La prosecuzione della terapia antitrombotica è stata concordata con il centro cardiologico di destinazione.

A causa del sospetto urgente di sindrome coronarica acuta e della frequente extrasistolia ventricolare si è proceduto al trasferimento immediato sotto monitoraggio continuo in un centro cardiologico. Lì sono previsti esami di laboratorio, comprese determinazioni seriali della troponina, registrazioni ripetute dell’ECG a 12 derivazioni, un’ecocardiografia transtoracica e, a seconda dei reperti, una coronarografia.

Al termine della diagnostica acuta, in caso di VES persistenti dovrebbe essere eseguito un ECG Holter per determinare il carico di VES e per il successivo approfondimento del disturbo del ritmo cardiaco.

Esame

Parametri vitali

Parametro Valore misurato
Pressione arteriosa 148/92 mmHg
Frequenza cardiaca 112/min, irregolare
Frequenza respiratoria 19/min
Saturazione di ossigeno 97 % in aria ambiente
Temperatura corporea 36,7 °C
Glicemia 108 mg/dl ovvero 6,0 mmol/l
GCS 15 punti
Intensità del dolore 6/10

Esame obiettivo

Stato generale

Paziente sveglia, completamente orientata, in lieve compromissione dello stato generale. Appare ansiosa e presenta sudorazione fredda. Nessuna cianosi, nessuna dispnea a riposo.

Apparato cardiocircolatorio

  • Toni cardiaci chiari e ben delimitabili
  • Azione cardiaca tachicardica
  • Ritmo irregolare dovuto a numerose extrasistoli
  • Nessun soffio cardiaco patologico
  • Polsi periferici palpabili bilateralmente
  • Tempo di ricapillarizzazione inferiore a due secondi
  • Nessuna congestione delle vene giugulari
  • Nessun edema periferico

Polmoni

  • Rumori respiratori vesiculari bilateralmente
  • Nessun rantolo
  • Nessun sibilo né ronchìo
  • Suono di percussione sonoro bilateralmente

Addome

  • Molle e non doloroso alla pressione
  • Nessuna rigidità difensiva
  • Rumori intestinali regolari

Torace

  • Nessun dolore alla pressione
  • I disturbi non sono riproducibili con palpazione o movimento

Esame neurologico

  • Sveglia e completamente orientata
  • Pupille isocoriche e reagenti alla luce
  • Nessuna paresi o disturbi della sensibilità
  • Linguaggio nella norma

EKG

ECG
Aufnahme
Aufnahme

Riepilogo dell’ECG

Nel tracciato ECG a 12 derivazioni si evidenziava un ritmo sinusale a frequenza normale con una frequenza cardiaca di circa 75/min. Erano presenti frequenti extrasistoli ventricolari monomorfe con fasi alternate di bigeminismo e trigeminismo ventricolare. Le VES mostravano complessi QRS larghi, deformati e precoci senza onde P immediatamente precedenti. Dopo le VES si osservavano pause compensatorie complete. Non erano presenti fenomeni R-on-T né sopraslivellamenti persistenti del tratto ST.

Prime misure dopo l’ECG

A causa delle frequenti extrasistoli ventricolari e del sospetto di sindrome coronarica acuta, la paziente è stata sottoposta a riposo fisico e monitorata continuamente mediante ECG, misurazione della pressione arteriosa e della saturazione di ossigeno. È stato posizionato un accesso venoso periferico e predisposta la disponibilità alla defibrillazione. Dopo l’esclusione di controindicazioni rilevanti ha ricevuto acido acetilsalicilico 250 mg i.v. come dose di carico, successivamente 100 mg p.o. una volta al giorno, nonché atorvastatina 80 mg p.o., quindi 80 mg una volta al giorno. In caso di dolore toracico persistente e pressione arteriosa stabile è stata somministrata nitroglicerina 0,4 mg per via sublinguale; la somministrazione può essere ripetuta ogni cinque minuti fino a un massimo di tre volte in caso di persistenza dei sintomi e pressione adeguata.

Parallelamente è stato effettuato un prelievo di sangue incluso il dosaggio della troponina. Dopo consulto con il centro cardiologico di riferimento è stata iniziata l’anticoagulazione con eparina non frazionata 60 I.E./kgKG i.v. in bolo, massimo 4.000 I.E. Per un peso corporeo di 74 kg la paziente ha dunque ricevuto 4.000 I.E. i.v. La prosecuzione come infusione a circa 12 I.E./kgKG/h, corrispondenti a circa 900 I.E./h, avviene sotto controllo dell’aPTT e secondo il protocollo del centro cardiologico. Senza attendere il risultato del dosaggio della troponina, la paziente è stata trasferita sotto monitoraggio continuo.

Variante del caso

Valori di laboratorio

Parametri di laboratorio Iniziale Intervallo di riferimento
Emoglobina 13,4 g/dl 12,0–16,0 g/dl
Leucociti 9,2/nl 4,0–10,0/nl
Piastrine 276/nl 150–400/nl
Sodio 139 mmol/l 135–145 mmol/l
Potassio 4,2 mmol/l 3,5–5,1 mmol/l
Magnesio 0,86 mmol/l 0,70–1,05 mmol/l
Calcio 2,31 mmol/l 2,15–2,55 mmol/l
Creatinina 0,78 mg/dl 0,50–0,90 mg/dl
eGFR 95 ml/min/1,73 m² > 60 ml/min/1,73 m²
Glukose 112 mg/dl 70–140 mg/dl
CRP 2,1 mg/l < 5 mg/l
TSH 1,62 mIU/l 0,27–4,20 mIU/l
CK 126 U/l < 170 U/l
CK-MB 3,1 ng/ml < 4,9 ng/ml
hs-Troponin I 19 ng/l < 16 ng/l
INR 1,0 0,9–1,2
aPTT 29 s 25–37 s
β-hCG im Serum < 1 IU/l < 5 IU/l: negativ

Weiteres Vorgehen ohne eigene kardiologische Abteilung

Nach der Übernahme wurde die Patientin auf der Chest Pain Unit kontinuierlich überwacht. Im Kontroll-EKG bestanden weiterhin häufige monomorphe ventrikuläre Extrasystolen mit wechselnden Phasen eines ventrikulären Bigeminus und Trigeminus. Eine anhaltende ventrikuläre Tachykardie oder ST-Hebungen traten nicht auf.

Das initiale hs-Troponin I betrug 19 ng/l und stieg in der Kontrollmessung nach einer Stunde auf 46 ng/l an. In Verbindung mit der typischen Angina-pectoris-Symptomatik wurde die Diagnose eines NSTEMI bestätigt.

Die transthorakale Echokardiografie zeigte eine leicht eingeschränkte linksventrikuläre Ejektionsfraktion von 50 % mit einer diskreten regionalen Wandbewegungsstörung. Hämodynamisch relevante Klappenvitien bestanden nicht.

Die Antikoagulation mit unfraktioniertem Heparin wurde fortgeführt. Anschließend erfolgte eine Koronarangiografie. Dabei zeigte sich eine hochgradige, etwa 90-prozentige, thrombotisch belegte Koronarstenose als Infarktläsion. Es erfolgte unmittelbar eine perkutane Koronarintervention mit Ballondilatation und Implantation eines medikamentenbeschichteten Stents. In der abschließenden angiografischen Kontrolle zeigte sich ein regelrechter Blutfluss ohne relevante Reststenose.

Nach der PCI erhielt die Patientin zusätzlich Ticagrelor 180 mg als Aufsättigungsdosis, anschließend 90 mg zweimal täglich. Die Behandlung mit Acetylsalicylsäure 100 mg einmal täglich und Atorvastatin 80 mg einmal täglich wurde fortgeführt.

Im weiteren Verlauf war die Patientin beschwerdefrei und hämodynamisch stabil. Die Häufigkeit der ventrikulären Extrasystolen nahm nach der Revaskularisation deutlich ab. Eine spezifische antiarrhythmische Therapie war nicht erforderlich. Vor der Entlassung wurden ein Langzeit-EKG und eine kardiologische Verlaufskontrolle vereinbart. Zudem wurde die Patientin zum Rauchstopp und zur konsequenten Kontrolle ihrer kardiovaskulären Risikofaktoren beraten.

Verlauf im kardiologischen Zentrum

Nach der Übernahme wurde die Patientin auf der Chest Pain Unit kontinuierlich überwacht. Im Kontroll-EKG bestanden weiterhin häufige monomorphe ventrikuläre Extrasystolen mit wechselnden Phasen eines ventrikulären Bigeminus und Trigeminus. Eine anhaltende ventrikuläre Tachykardie oder ST-Hebungen traten nicht auf.

Das initiale hs-Troponin I betrug 19 ng/l und stieg in der Kontrollmessung nach einer Stunde auf 46 ng/l an. In Verbindung mit der typischen Angina-pectoris-Symptomatik wurde die Diagnose eines NSTEMI bestätigt.

Die transthorakale Echokardiografie zeigte eine leicht eingeschränkte linksventrikuläre Ejektionsfraktion von 50 % mit einer diskreten regionalen Wandbewegungsstörung. Hämodynamisch relevante Klappenvitien bestanden nicht.

Die Antikoagulation mit unfraktioniertem Heparin wurde fortgeführt. Anschließend erfolgte eine Koronarangiografie. Dabei zeigte sich eine hochgradige, etwa 90-prozentige, thrombotisch belegte Koronarstenose als Infarktläsion. Es erfolgte unmittelbar eine perkutane Koronarintervention mit Ballondilatation und Implantation eines medikamentenbeschichteten Stents. In der abschließenden angiografischen Kontrolle zeigte sich ein regelrechter Blutfluss ohne relevante Reststenose.

Nach der PCI erhielt die Patientin zusätzlich Ticagrelor 180 mg als Aufsättigungsdosis, anschließend 90 mg zweimal täglich. Die Behandlung mit Acetylsalicylsäure 100 mg einmal täglich und Atorvastatin 80 mg einmal täglich wurde fortgeführt.

Im weiteren Verlauf war die Patientin beschwerdefrei und hämodynamisch stabil. Die Häufigkeit der ventrikulären Extrasystolen nahm nach der Revaskularisation deutlich ab. Eine spezifische antiarrhythmische Therapie war nicht erforderlich. Vor der Entlassung wurden ein Langzeit-EKG und eine kardiologische Verlaufskontrolle vereinbart. Zudem wurde die Patientin zum Rauchstopp und zur konsequenten Kontrolle ihrer kardiovaskulären Risikofaktoren beraten.

Labor

Parameter Erste Blutentnahme Kontrolle nach 2 Stunden Beispielhafter Referenzbereich
Hämoglobin 13,4 g/dl – 12,0–16,0 g/dl
Leukozyten 9,2/nl – 4,0–10,0/nl
Thrombozyten 276/nl – 150–400/nl
Natrium 139 mmol/l – 135–145 mmol/l
Kalium 4,2 mmol/l – 3,5–5,1 mmol/l
Magnesium 0,86 mmol/l – 0,70–1,05 mmol/l
Kalzium 2,31 mmol/l – 2,15–2,55 mmol/l
Kreatinin 0,78 mg/dl – 0,50–0,90 mg/dl
eGFR 95 ml/min/1,73 m² – > 60 ml/min/1,73 m²
Glukose 112 mg/dl – 70–140 mg/dl
CRP 2,1 mg/l – < 5 mg/l
TSH 1,62 mIU/l – 0,27–4,20 mIU/l
β-hCG im Serum < 1 IU/l – < 5 IU/l: negativ
hs-Troponin I 5 ng/l 6 ng/l assayabhängig; hier beispielhaft < 16 ng/l

Frau Keller berichtet bei der Aufnahme weiterhin über retrosternalen Druck mit Ausstrahlung in den linken Arm. Sie bleibt auf der Chest Pain Unit unter kontinuierlicher Rhythmus- und Kreislaufüberwachung. Während der Beschwerden wird sofort ein erneutes 12-Kanal-EKG abgeleitet; weitere Troponinkontrollen erfolgen unter Berücksichtigung des frühen Beschwerdebeginns. Auch die Wirkung des bereits verabreichten Nitroglycerins und der Blutdruck werden erneut beurteilt.

Anhaltende typische Schmerzen trotz negativer Troponinwerte sind in diesem Fall ein Grund für eine dringliche kardiologische Entscheidung über die Koronarangiografie während der stationären Aufnahme. Bei fortbestehenden oder zunehmenden Beschwerden erfolgt diese zeitnah. Zeigt sich eine relevante Infarktläsion, kann unmittelbar eine PCI durchgeführt werden. Eine instabile Angina pectoris bleibt bis zur weiteren Abklärung möglich.

Parameter Erste Blutentnahme Kontrolle nach 2 Stunden Beispielhafter Referenzbereich
Hämoglobin 13,4 g/dl – 12,0–16,0 g/dl
Leukozyten 9,2/nl – 4,0–10,0/nl
Thrombozyten 276/nl – 150–400/nl
Natrium 139 mmol/l – 135–145 mmol/l
Kalium 4,2 mmol/l – 3,5–5,1 mmol/l
Magnesium 0,86 mmol/l – 0,70–1,05 mmol/l
Kalzium 2,31 mmol/l – 2,15–2,55 mmol/l
Kreatinin 0,78 mg/dl – 0,50–0,90 mg/dl
eGFR 95 ml/min/1,73 m² – > 60 ml/min/1,73 m²
Glukose 112 mg/dl – 70–140 mg/dl
CRP 2,1 mg/l – < 5 mg/l
TSH 1,62 mIU/l – 0,27–4,20 mIU/l
β-hCG nel siero < 1 IU/l – < 5 IU/l: negativo
hs-troponina I 5 ng/l 6 ng/l dipendente dal saggio; qui esemplificativamente < 16 ng/l

All’accettazione la signora Keller riferisce che la pressione al petto è nettamente diminuita. È emodinamicamente stabile; nell’ECG di controllo si osservano ancora VES, ma non nuove modificazioni ischemiche. Il monitoraggio del ritmo verrà inizialmente proseguito. Poiché i disturbi erano iniziati solo poco prima del primo prelievo ematico, l’ECG e l’hs-troponina verranno rivalutati secondo il protocollo di indagine utilizzato. Un’ecocardiografia valuta la funzione ventricolare sinistra e eventuali anomalie del movimento parietale regionale.

Se la signora Keller rimane asintomatica e l’ECG e la troponina restano nei limiti anche in seguito, il rischio di malattia coronarica sarà valutato cardiologicamente in regime di ricovero. La coronarografia in questa variante non è automaticamente una misura immediata: il team cardiologico decide sulla base di tutti i reperti se sia necessaria ancora durante il ricovero o se inizialmente venga effettuata un’altra diagnostica coronarica. Le frequenti VES vengono poi ulteriormente chiarite con un ECG Holter.

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