Saluto
Buongiorno, stimato Professore Dottore …,
desidero ora presentarLe il paziente Berthold Kröger.
Ha 64 anni, è alto 1,75 m e pesa circa 88 kg. Ne risulta un indice di massa corporea (BMI) di circa 28,7 kg/m², pertanto rientra nella categoria del sovrappeso (preobesità).
Anamnesi attuale
Il paziente si è presentato per dolori al basso addomesinistro che sono iniziati da ieri, circa due ore dopo la cena.
Inizialmente, secondo quanto riferito, il dolore era piuttosto lieve, ma è poi progressivamente aumentato.
Il dolore è di tipo sordo-pressione e talvolta crampiforme.
Ha riferito che i disturbi si sono leggermente attenuati dopo la defecazione.
Secondo la sua valutazione l’intensità del dolore era inizialmente circa 4 su 10 e attualmente è di 7-8 su 10.
È presente una marcata dolorabilità alla pressione nel basso addome sinistro, senza segni di rigidità difensiva.
Non si riscontra una radiazione del dolore significativa né una dipendenza dalla posizione corporea o dal movimento. Il paziente non riferisce episodi simili in passato.
Accompagnano i sintomi nausea e una lieve sensazione di malessere.
Il paziente riferisce una modificazione delle abitudini intestinali con attuale stipsi.
Sono stati esclusi i seguenti aspetti: segni di emorroidi o fissure anali, sanguinamenti gastrointestinali, disturbi urologici, manifestazioni extraintestinali, nonché il consumo di cibi inusuali o l’assunzione di nuovi farmaci.
Nessuna anamnesi di viaggi rilevante.
Il paziente è arrivato senza accompagnatori.
Anamnesi vegetativa
Dal punto di vista vegetativo si sospetta una possibile sindrome delle apnee notturne con russamento e occasionali cefalee mattutine.
Patologie pregresse
Tra le patologie pregresse risultano note le seguenti:
Da circa 15 anni è presente una ipertensione arteriosa, la quale, secondo quanto riferito dal paziente, è ben controllata.
Inoltre è presente da circa 15 anni una iperlipidemia .
Il paziente riferisce un episodio neurologico transitorio nel passato con disturbo visivo all’occhio destro, più compatibile con un attacco ischemico transitorio (TIA).
Nella storia clinica si sono verificati episodi di lombalgia a carattere infiammatorio; attualmente il paziente è asintomatico a riguardo. Anamnesticamente sussiste il sospetto di una malattia di Bechterew.
Più test per sangue occulto fecale sono risultati negativi; una colonscopia non è stata ancora eseguita.
Interventi chirurgici precedenti
Circa otto anni fa è stata eseguita una operazione transuretrale della prostata per sindrome prostatica benigna (sospetto di iperplasia prostatica benigna).
Nota: Quando un’affermazione può essere oggettivamente confermata da un esame medico – per esempio tramite cicatrici visibili – è appropriato l’indicativo. (Nell’esame di lingua specialistica non viene effettuato un esame obiettivo.)
Ginecologia
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Farmaci
Nella sua ricetta sono prescritti Ramipril 5 mg una volta al giorno, Atorvastatina 20 mg la sera e acido acetilsalicilico a mezzogiorno per la profilassi cardiovascolare.
Inoltre il paziente assume valeriana al bisogno.
Stato vaccinale?
Nota: Quando un’affermazione può essere oggettivamente confermata da un’osservazione medica – per esempio tramite una ricetta – è appropriato l’indicativo.
Allergie
È presente un’allergia al Novalgin con comparsa di orticaria, vertigini e anafilassi; il trattamento è stato eseguito in regime ambulatoriale.
Inoltre è presente un’allergia al nichel con reazione cutanea locale caratterizzata da arrossamento e prurito.
Noxen
Il paziente è fumatore da circa 35 anni e attualmente consuma circa 15 sigarette al giorno, corrispondenti a circa 26 pacchetti-anno.
Non ci sono segnalazioni di alterazioni delle vie aeree.
Sono stati effettuati diversi tentativi falliti di cessazione del fumo.
Il consumo di alcol è occasionale, in occasioni particolari, sotto forma di birra o vino rosso.
Il consumo di sostanze stupefacenti è negato.
Anamnesi sociale
Il paziente è imprenditore e realizza materiale didattico per l’esame di maturità.
È sposato e vive con la moglie.
Ha un figlio che è studente.
Non ha animali domestici.
Anamnesi familiare
Il padre del paziente è deceduto all’età di 32 anni a seguito di un incidente.
La madre è deceduta all’età di 68 anni per un carcinoma colorettale avanzato non meglio specificato ; inoltre era affetta da ipertensione arteriosa.; inoltre presentava un’ipertensione arteriosa.
Diagnosi sospette e diagnostica differenziale
In base alla comparsa acuta del dolore al basso addome sinistro, alla marcata dolorabilità alla pressione e alle concomitanti modificazioni delle feci, il sospetto clinico è rivolto a una diverticolite acuta.
Nella diagnostica differenziale si considerano una colite, un’appendicite in sede atipica e – soprattutto alla luce dell’anamnesi familiare positiva – anche patologie maligne del colon.
Una Colite Tuttavia appare meno probabile, poiché non sono state riportate diarree marcate, febbre né segni sistemici di infiammazione.
Una Appendicite in posizione atipica è improbabile anche a causa della localizzazione sinistra del dolore e della mancanza del tipico decorso doloroso.
Una malattia intestinale maligna è attualmente considerata meno probabile, dato che si tratta di un esordio acuto del dolore e finora non ci sono segni di sintomi d’allarme cronici come perdita di peso persistente, sangue nelle feci o anemia progressiva.
Accertamento diagnostico
Si raccomanda il ricovero ospedaliero per ulteriori accertamenti e terapie, poiché nel sospetto di una diverticolite acuta esiste il rischio di complicanze come formazione di ascesso, perforazione o peritonite.
La diagnosi di diverticolite acuta può essere confermata, in una adeguata congiuntura clinica, da una leucocitosi e mediante esame ecografico o TC.
esame obiettivo
Dopo l’anamnesi segue un esame obiettivo completo, che inizia con la rilevazione dei parametri vitali, tra cui frequenza cardiaca, pressione sanguigna, frequenza respiratoria, saturazione di ossigeno e temperatura.
All’ispezione prestiamo particolare attenzione a una postura di difesa e allo stato generale del paziente.
Alla palpazione verifichiamo soprattutto una spiccata dolorabilità alla pressione nel quadrante inferiore sinistro dell’addome e la presenza di dolore alla pressione rilasciata (segno di rimbalzo) come indicazione di irritazione peritoneale.
Inoltre osserviamo la presenza di indurimenti o masse palpabili, ad esempio in senso di un ascesso.
Una contrattura difensiva generalizzata suggerirebbe il sospetto di una peritonite.
La percussione serve soprattutto per escludere complicanze. Un suono ottuso alla percussione può indicare la presenza di liquido.
All’auscultazione cerchiamo segni di un coinvolgimento funzionale intestinale. Spesso si riscontrano rumori intestinali ridotti o assenti, il che può indicare un ileo paralitico dovuto all’infiammazione.
esami di laboratorio
Sono eseguiti i seguenti esami di laboratorio:
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Parametro |
Diverticolite non complicata |
con formazione di ascesso e inizio di sepsi |
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Leucociti |
13,2 G/l ↑ |
19,8 G/l ↑↑ |
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CRP |
68 mg/l ↑ |
238 mg/l ↑↑ |
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VES |
42 mm/h ↑ |
78 mm/h ↑↑ |
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Emoglobina |
13,9 g/dl (normale) |
11,4 g/dl ↓ |
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Piastrine |
378 G/l (lievemente ↑) |
512 G/l ↑↑ |
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Sodio |
136 mmol/l |
131 mmol/l ↓ |
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Potasio |
4,1 mmol/l |
3,3 mmol/l ↓ |
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Creatinina |
0,98 mg/dl |
1,42 mg/dl ↑ |
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Urea |
38 mg/dl |
68 mg/dl ↑ |
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Lattato |
1,4 mmol/l (normale) |
3,2 mmol/l ↑ |
|
pH (GAS) |
7,41 |
7,31 ↓ |
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Procalcitonina |
0,18 ng/ml |
2,6 ng/ml ↑ |
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AST / ALT |
nessuna alterazione rilevante |
nessuna alterazione rilevante |
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Lipasi |
34 U/l (normale) |
31 U/l (normale) |
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Sangue occulto nelle feci |
negativo |
negativo |
Elettrocardiogramma
Un elettrocardiogramma serve per la valutazione di base.
Metodi di imaging
Ecografia addominale
L’ecografia è una metodica di imaging che rappresenta le strutture interne mediante onde sonore ad alta frequenza. Viene eseguita senza esposizione a radiazioni, di solito non richiede una preparazione particolare e dura solo pochi minuti. Il paziente è disteso sul lettino, si applica un gel e la sonda viene fatta scorrere sulla pelle.
All’ecografia, nella diverticolite tipicamente si osserva un ispessimento circoscritto della parete colica, di solito nel sigma, diverticoli visibili e un tessuto pericolico iperecogeno (più chiaro) come segno di infiammazione. In evoluzioni complicate possono essere inoltre visibili liquido libero, peristalsi ridotta e aree ipoecogene o anecogene in senso di ascesso.
Tomografia computerizzata (TC)
La tomografia computerizzata (TC) è una metodica di imaging che utilizza raggi X per ottenere dettagliate sezioni degli organi interni. Il paziente viene introdotto in un apparecchio a forma di tubo e deve rimanere immobile durante l’esame. Talvolta viene somministrato un mezzo di contrasto per una visualizzazione più accurata. L’esame è indolore e dura solo pochi minuti. Prima di un’indagine con mezzo di contrasto è importante bere a sufficienza. Alcuni farmaci come il metformina dovrebbero essere sospesi prima dell’esame. In rari casi può verificarsi una reazione allergica al mezzo di contrasto (ma non preoccupatevi: siamo preparati e abbiamo tutti i farmaci e le misure necessarie in loco).
Alla TC dell’addome si osserva tipicamente un ispessimento segmentario della parete del tratto colico interessato, di solito nel sigma, con infiltrazione infiammatoria del tessuto pericolico (“fat stranding”) e diverticoli visibili.
In evoluzioni complicate possono inoltre essere presenti ascessi pericolici, liquido libero, aria libera come segno di perforazione o segni di ileo.
Consulenze
consulenza gastroenterologica
Trattamento
I pazienti che tollerano bene liquidi chiari possono essere trattati in ambito ambulatoriale. È prevista una progressiva ripresa dell’alimentazione.
Una diverticolite acuta non complicata viene di norma trattata con terapia antibiotica, solitamente per un periodo di sette-dieci giorni con una terapia combinata orale, ad esempio ciprofloxacina e metronidazolo giornalieri.
In caso di diverticolite con ascesso circoscritto si procede inizialmente a un drenaggio percutaneo guidato da TC. Successivamente, di norma – solitamente dopo circa sei settimane – viene eseguita una bonifica chirurgica, spesso in tecnica laparoscopica.
In caso di perforazione nel contesto di una diverticolite è necessario un trattamento ospedaliero immediato. A seconda dell’estensione si esegue una terapia chirurgica d’urgenza con bonifica del tratto intestinale interessato, eventualmente con confezionamento di uno stomia protettiva o terminale. Inoltre sono necessarie terapia antibiotica endovenosa ad ampio spettro, terapia di volume e monitoraggio intensivo ravvicinato.
Un aumento dell’apporto di fibre e un’attività fisica regolare possono contribuire a migliorare la funzione intestinale.
Complicanze:
• Formazione di ascesso (pericolico o paracolico)
• Perforazione (coperta o libera)
• Peritonite (locale o generalizzata)
• Formazione di fistole (p. es. colovesicale, colovaginale)
• Stenosi intestinale fino all’ileo
• Emorragia
• Sepsi con coinvolgimento sistemico
Extra
Nomi:
Thomas Berger, Anna Hoffmann, Laura Schneider
Professioni:
Giardiniere paesaggista, coordinatore logistico, insegnante di scuola primaria
Malattie pregresse:
In anamnesi è presente una frattura del malleolo mediale, trattata conservativamente con immobilizzazione in gesso.
Domande
1. Che cosa ho esattamente?
Al momento sospettiamo un’infiammazione di piccole estroflessioni della parete intestinale, i cosiddetti diverticoli. Questa infiammazione si chiama diverticolite. Tipicamente provoca dolore nella parte sinistra dell’addome inferiore.
2. È pericoloso? Mia madre ha avuto il cancro.
Nella maggior parte dei casi questa infiammazione è ben trattabile e guarisce senza danni permanenti. Le complicanze sono possibili, ma relativamente rare, specialmente se il trattamento è tempestivo.
Riguardo l’anamnesi familiare: la diverticolite non è una neoplasia. Tuttavia consideriamo attentamente la storia familiare e, se necessario, pianifichiamo ulteriori accertamenti per escludere altre cause.
3. Devo fare una colonscopia?
Durante l’episodio infiammatorio acuto generalmente non eseguiamo la colonscopia, perché il rischio di complicanze sarebbe aumentato. Dopo la remissione dei sintomi una colonscopia può essere utile per valutare più accuratamente la situazione ed escludere altre malattie.
4. Che cosa significano diverticolosi, diverticolite e emorragia diverticolare?
• Diverticolosi: si tratta di piccole estroflessioni della parete intestinale. Sono comuni legate all’età e spesso non causano sintomi.
• Diverticolite: queste estroflessioni sono infiammate. Ciò può provocare dolore, di solito nella parte sinistra dell’addome inferiore, e altri sintomi.
• Emorragia diverticolare: si verifica un sanguinamento da uno di questi diverticoli, che può manifestarsi ad esempio con sangue nelle feci.
5. Perché si sviluppa una malattia diverticolare?
Si ritiene che lo sviluppo della malattia diverticolare sia correlato, tra l’altro, a un apporto insufficiente di fibre nella dieta.
Note
IMC
Indice di massa corporea (IMC/BMI)
Descrizione: L’IMC è un indice semplice e adimensionale per una stima approssimativa del peso corporeo in relazione all’altezza. Si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri.
Dolore addominale inferiore
Dolore addominale inferiore (ipogastrio)
Definizione: Per dolore addominale inferiore si intendono sensazioni dolorose localizzate nell’area al di sotto dell’ombelico. La localizzazione può essere mediana o limitata a un lato.
Contrattura difensiva
Tensione difensiva
Spiegazione del termine: Per tensione difensiva si intende l’irrigidimento involontario della muscolatura addominale che si verifica in caso di irritazione del peritoneo.
Significato clinico: È un indice di possibile irritazione peritoneale e si distingue dalla contrazione muscolare volontaria per il suo carattere riflesso e per l’impossibilità di sopprimerla.
Nausea
Nausea (nausea/malessere)
Spiegazione del termine: La nausea indica la sensazione soggettiva di malessere o l’impulso a vomitare, senza che debba necessariamente verificarsi il vomito.
Stitichezza
Stitichezza (costipazione)
Spiegazione del termine: La stitichezza descrive una disfunzione dell’evacuazione intestinale che si manifesta con minore frequenza delle evacuazioni, feci dure o difficoltà nell’atto della defecazione.
Quadro generale: Le cause possono essere per esempio una dieta povera di fibre, carenza di liquidi, farmaci o disturbi della motilità intestinale; in caso di comparsa recente o di stitichezza persistente possono essere necessarie approfondite valutazioni.
Emorroidi
Emorroidi
Spiegazione del termine: Le emorroidi sono cuscinetti vascolari dilatati nella zona del canale anale. Possono essere presenti fisiologicamente, ma se ingrandite in modo patologico possono causare sintomi.
Possibili disturbi: Clinicamente possono comparire sanguinamento, prurito, dolore o la fuoriuscita di tessuto dall’ano. Fattori frequentemente associati sono situazioni di sforzo come la stitichezza o la gravidanza.
Fissure anali
Definizione:
Le fissure anali sono lacerazioni dolorose della mucosa nella zona del canale anale.
Quadro clinico:
Tipico è un dolore acuto durante la defecazione, spesso con breve dolore residuo; talvolta compare sangue rosso vivo nelle feci o sulla carta igienica. Le fissure acute sono molto dolorose, quelle croniche possono mostrare alterazioni cicatriziali e la presenza di una papilla sentinella.
Cause e contesti:
I fattori scatenanti più comuni sono feci dure o ripetuti sforzi dovuti alla stitichezza; anche diarrea o traumi locali possono contribuire.
Diagnostica:
L’ispezione della zona anale è nella maggior parte dei casi sufficiente per la diagnosi; in caso di decorso atipico o sospetto di altre patologie sono indicate indagini ulteriori.
Terapia e rischi:
Il trattamento inizia in modo conservativo con regolazione delle feci e misure locali. In caso di fissura cronica o resistente alla terapia si possono utilizzare terapie locali farmacologiche o procedure interventistiche fino al rilassamento chirurgico dello sfintere. In caso di interventi invasivi esiste un rischio di incontinenza fecale che va considerato nella decisione terapeutica.
sanguinamenti gastrointestinali
Classificazione e definizione:
I sanguinamenti gastrointestinali comprendono perdite di sangue dal tratto gastrointestinale e sono grosso modo distinti in base alla localizzazione: sanguinamento superiore (prossimale al legamento di Treitz), sanguinamento inferiore (distale) e sanguinamento occulto (non visibile, rilevabile solo mediante test).
Segni clinici:
I sanguinamenti superiori si manifestano tipicamente con vomito di sangue o feci scure come catrame (melena). In caso di massicci sanguinamenti inferiori può comparire sangue rettale fresco (ematochezia). I sanguinamenti occulti si rilevano soltanto tramite test fecali positivi.
Cause e rilevanza:
Le cause spaziano da ulcere, varici e lesioni erosive fino a infiammazioni, polipi o tumori. La gravità varia da sanguinamenti lievi e intermittenti a perdite ematiche potenzialmente pericolose per la vita.
Accertamento e gestione acuta:
La diagnostica è guidata dalla situazione clinica e comprende esami di laboratorio e procedure endoscopiche per determinare localizzazione e causa; in caso di rilevanza emodinamica la priorità è inizialmente la stabilizzazione della circolazione.
Disturbi urologici
Termine ed esempi:
Per disturbi urologici si intendono sintomi che riguardano le vie urinarie, i reni o gli organi genitali maschili. Esempi frequenti sono disuria (minzione bruciante o dolorosa), ematuria (sangue visibile o rintracciabile nelle urine), pollachiuria, urgenza minzionale e dolore in sede renale/flank.
Cause comuni:
Questi disturbi possono essere causati da infezioni delle vie urinarie, calcoli renali o ureterali, iperplasia prostatica benigna, tumori o malattie infiammatorie.
Sindrome delle apnee del sonno
Definizione:
La sindrome delle apnee del sonno è un disturbo respiratorio correlato al sonno, caratterizzato da ripetute pause respiratorie o ridotte inspirazioni durante il sonno.
Caratteristiche cliniche:
Le manifestazioni tipiche sono forte e irregolare russamento, ripetute interruzioni della respirazione notturna, sonno non ristoratore e marcata sonnolenza diurna; spesso si riscontrano cefalee mattutine.
Diagnostica:
La diagnosi definitiva si ottiene tramite esami di medicina del sonno, idealmente una polisonnografia o una registrazione del sonno validata.
Opzioni terapeutiche:
I principi terapeutici comprendono misure non farmacologiche come la perdita di peso e l’igiene del sonno, nonché procedure specifiche come la ventilazione pressoria notturna mediante dispositivo CPAP. In pazienti selezionati sono opzioni dispositivi di avanzamento mandibolare o interventi chirurgici. Se non trattata, la sindrome è associata a maggiore rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.
ipertensione arteriosa
Definizione:
L’ipertensione arteriosa indica una pressione arteriosa sistemica persistentemente elevata.
Significato clinico:
Spesso l’ipertensione è asintomatica; occasionalmente si riportano cefalea, vertigini o dispnea da sforzo. Se non trattata, l’ipertensione aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
Diagnostica:
La diagnosi si basa su ripetute misurazioni della pressione arteriosa in condizioni standardizzate; nella pratica si utilizzano valori soglia per la classificazione.
Principi terapeutici:
Il trattamento comprende primariamente misure di stile di vita come riduzione del peso, dieta a basso contenuto di sale e attività fisica regolare e, se indicato, una terapia farmacologica antipertensiva. Indicazione alla terapia e obiettivi vengono stabiliti individualmente tenendo conto delle comorbilità.
Iperlipidemia
Iperlipidemia
Definizione e significato:
L’iperlipidemia descrive concentrazioni elevate di lipidi nel sangue, in particolare frazioni di colesterolo e trigliceridi. Aumenta il rischio di malattie aterosclerotiche.
Quadro clinico:
La malattia spesso decorre senza sintomi e rimane a lungo non riconosciuta; i sintomi clinici compaiono di solito solo in caso di complicanze croniche.
Diagnostica:
La misurazione avviene mediante un profilo lipidico nel sangue che riporta LDL, HDL e trigliceridi. Il colesterolo LDL gioca un ruolo centrale nel rischio cardiovascolare.
Rilevanza per la pianificazione terapeutica:
In presenza di valori elevati il comportamento successivo dipende dal rischio vascolare individuale; spesso il focus è sul trattamento dell’ipercolesterolemia.
TIA
TIA (attacco ischemico transitorio)
Definizione:
Una TIA è un improvviso, di solito breve, deficit neurologico focale causato da un’ischemia cerebrale transitoria. Attualmente la TIA viene spesso descritta come un deficit neurologico senza infarto acuto rilevabile nella diagnostica per immagini; i sintomi regrediscono tipicamente nell’arco di minuti o ore.
Caratteristiche cliniche:
I deficit tipici sono debolezza unilaterale, disturbi sensitivi e alterazioni della parola o della vista, a seconda del territorio vascolare interessato.
Diagnostica e rilevanza:
La valutazione iniziale è clinica; per l’accertamento e la ricerca di un infarto si eseguono tempestivamente indagini di imaging (preferibilmente RM), nonché esami vascolari e cardiologici. Una TIA è un segnale di rischio per un imminente ictus e richiede immediato approfondimento e avvio di misure di prevenzione secondaria.
Malattia di Bechterew
Malattia di Bechterew (spondilite anchilosante)
Definizione e patologia:
La malattia di Bechterew è una malattia infiammatoria cronica che colpisce principalmente la colonna vertebrale e le articolazioni sacro‑iliache e può portare ad anchilosi.
Caratteristiche cliniche:
È caratterizzata da lombalgia infiammatoria con rigidità mattutina, miglioramento con il movimento e spesso dolore notturno. I sintomi iniziano spesso in giovane età adulta.
Diagnostica:
La diagnosi si basa sull’esame clinico, su indagini di imaging (RM, radiografia delle articolazioni sacroiliache) e, se necessario, sulla ricerca di HLA‑B27 come elemento di supporto.
Principi terapeutici:
Gli obiettivi della terapia sono il sollievo dal dolore e il mantenimento della mobilità. Le misure includono farmaci antinfiammatori non steroidei, fisioterapia regolare e terapia del movimento; in caso di risposta insufficiente si impiegano farmaci biologici modificanti la malattia.
prostatectomia transuretrale
Prostatectomia transuretrale
Procedura e obiettivo:
Nella prostatectomia transuretrale il tessuto prostatico viene rimosso endoscopicamente attraverso l’uretra, solitamente per il trattamento di un’ipertrofia prostatica benigna con ostruzione del deflusso urinario. L’obiettivo è migliorare il flusso urinario e alleviare i disturbi minzionali.
Esecuzione e decorso:
L’intervento è generalmente minimamente invasivo sotto anestesia e richiede di norma un breve ricovero.
Possibili complicanze:
Le possibili complicanze includono sanguinamento, infezioni, ritenzione urinaria temporanea e, in casi isolati, disturbi persistenti come incontinenza o alterazioni della funzione sessuale.
sindrome prostatica benigna
Sindrome prostatica benigna
Termine e causa:
La sindrome prostatica benigna indica i disturbi funzionali che possono essere causati da un ingrossamento benigno della prostata; questo ingrossamento è denominato iperplasia prostatica benigna (BPH).
Sintomi clinici:
I sintomi tipici riguardano le vie urinarie e comprendono un flusso urinario ridotto, minzioni frequenti (anche notturne) e la sensazione di svuotamento vescicale incompleto.
Diagnostica e opzioni terapeutiche:
La valutazione comprende anamnesi, esame obiettivo e procedure diagnostiche strumentali e di laboratorio per la valutazione delle dimensioni e della funzione. Lo spettro terapeutico va da misure conservative e terapia farmacologica fino a procedure chirurgiche, a seconda della gravità e dei fattori relativi al paziente.
Ramipril
Classificazione
Ramipril appartiene al gruppo degli ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina).
Meccanismo d’azione
Il farmaco riduce la formazione di angiotensina II mediante l’inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina, con conseguente dilatazione dei vasi e riduzione della pressione arteriosa.
Indicazioni
È impiegato in particolare nell’ipertensione arteriosa, nel trattamento della insufficienza cardiaca e per ridurre i rischi cardiovascolari.
Rischi importanti e avvertenze
Tra gli effetti indesiderati noti vi sono tosse secca irritativa, vertigini, iperkaliemia e talvolta angioedemi nonché un peggioramento della funzione renale. Ramipril è controindicato in gravidanza.
Atorvastatin
Classificazione
Atorvastatin appartiene al gruppo dei principi attivi noti come statine (inibitori della HMG‑CoA reduttasi).
Meccanismo d’azione
Il principio attivo riduce la sintesi endogena del colesterolo nel fegato e porta in particolare a una diminuzione del colesterolo LDL.
Indicazioni
Atorvastatin è impiegato per il trattamento di livelli elevati di lipidi nel sangue e per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
Rischi importanti e avvertenze
Gli effetti indesiderati frequenti includono dolori muscolari e aumenti degli indici di funzionalità epatica; raramente possono verificarsi complicanze muscolari o epatiche più gravi. Eventuali dolori muscolari devono essere valutati dal medico.
Acetylsalicylsäure
Classificazione
L’acido acetilsalicilico (ASA) è un medicinale di lunga data con diversi profili d’azione.
Meccanismo d’azione
A basse dosi l’ASA inibisce l’aggregazione piastrinica esercitando un effetto antiaggregante; a dosi più elevate mostra anche effetti analgesici e antinfiammatori.
Indicazioni
L’ASA a basse dosi è impiegato soprattutto nella prevenzione secondaria dopo eventi vascolari per ridurre la formazione di nuovi trombi.
Rischi importanti e avvertenze
Gli effetti collaterali possibili includono disturbi gastro‑intestinali e un aumentato rischio di sanguinamento; in caso di allergie ai salicilati possono verificarsi reazioni di ipersensibilità.
Baldrian
Classificazione
La valeriana è un medicinale di origine vegetale appartenente alla fitoterapia.
Meccanismo d’azione
Il meccanismo d’azione esatto non è completamente chiarito; clinicamente alla valeriana viene attribuito soprattutto un effetto calmante e favorente il sonno.
Indicazioni
Gli ambiti principali di impiego sono l’irritabilità nervosa e lievi disturbi dell’addormentamento.
Rischi importanti e avvertenze
Gli effetti indesiderati sono rari, ma possono includere sonnolenza o lievi disturbi gastro‑intestinali. Sono possibili interazioni con altre sostanze sedative e devono essere prese in considerazione.
Urticaria
Definizione
L’orticaria (orticaria volgare) indica la comparsa di pomfi pruriginosi e fugaci sulla pelle.
Significato e connessioni
Le lesioni sono di solito ben delimitate, rilevate e spesso scompaiono nell’arco di poche ore. Le cause possono essere reazioni allergiche, infezioni, farmaci o fattori idiopatici; spesso è coinvolta la liberazione di istamina. Possibili manifestazioni concomitanti sono gonfiori (angioedemi).
Cancro del colon
Cancro del colon (carcinoma colorettale)
Definizione e sviluppo: Neoplasie maligne del colon o del retto, che spesso originano da escrescenze mucose inizialmente benigne (polipi) e possono svilupparsi nell’arco di mesi o anni.
Quadro clinico: Gli stadi precoci sono spesso paucisintomatici. Possibili segnali sono sangue fresco o occulto nelle feci, cambiamenti persistenti delle abitudini intestinali, perdita di peso inspiegata o ridotta performance.
Diagnostica e prevenzione: La diagnosi certa viene ottenuta mediante colonscopia con esame istologico; per la stadiazione si impiegano tecniche di imaging. Per la rilevazione precoce l’esame endoscopico rappresenta la misura centrale.
Terapia: Il trattamento è pianificato in base allo stadio del tumore; la resezione chirurgica spesso costituisce la base, integrata da terapie oncologiche sistemiche o locali a seconda dell’estensione.
Colite
Colite
Definizione: Colite indica un’infiammazione della mucosa del colon.
Cause: L’infiammazione può essere dovuta a infezioni, a malattie infiammatorie croniche intestinali o a disturbi della perfusione.
Clinica e diagnostica: I disturbi tipici sono diarrea, dolori addominali ed eventualmente febbre e sangue nelle feci. Per la valutazione si eseguono anamnesi, esami di laboratorio, esami delle feci e, se necessario, un esame endoscopico con prelievo bioptico.
Trattamento: La terapia dipende dalla causa sottostante e spazia da misure antiinfettive mirate fino a interventi antinfiammatori e di supporto nelle forme croniche.
Appendicite
Appendicite
Definizione: Infiammazione acuta dell’appendice vermiforme del cieco.
Quadro clinico: Il dolore spesso inizia in modo diffuso, frequentemente si localizza poi nel quadrante inferiore destro; sintomi associati possono essere nausea, vomito e febbre.
Diagnostica: La valutazione si basa su anamnesi, esame obiettivo, parametri di laboratorio e indagini di imaging (p. es. ecografia, eventualmente TC) per conferma.
Terapia: Di regola la rimozione chirurgica dell’appendice infiammata è l’opzione terapeutica abituale; misure conservative aggiuntive possono essere impiegate a seconda del quadro clinico.
Pressione arteriosa
Pressione arteriosa
Definizione: La pressione arteriosa descrive la forza esercitata dal sangue circolante sulle pareti dei vasi; viene clinicamente espressa in componenti sistolica e diastolica.
Misurazione: Per la rilevazione della pressione arteriosa si utilizzano bracciale e sfigmomanometro; la misurazione può essere manuale (auscultatoria con stetoscopio) o automatizzata (oscillometrica).
Importanza: La pressione arteriosa è un parametro vitale centrale e fornisce indicazioni sul carico cardiovascolare e sulla stabilità circolatoria; deviazioni verso l’alto o il basso sono clinicamente rilevanti e richiedono ulteriori accertamenti a seconda del contesto.
Frequenza respiratoria
Frequenza respiratoria
Definizione: La frequenza respiratoria è il numero di atti respiratori al minuto ed è uno dei parametri vitali di base.
Norme e deviazioni: Negli adulti la frequenza respiratoria si colloca tipicamente in un intervallo di valori a due cifre medie; un’accelerazione (tachipnea) indica aumento della frequenza respiratoria, una riduzione (bradipnea) la diminuzione della frequenza respiratoria.
Rilevanza clinica: La frequenza respiratoria risponde in modo sensibile a disturbi delle vie aeree, polmonari o metabolici e serve come indicatore semplice di compromissione respiratoria o sistemica.
Saturazione di ossigeno
Saturazione di ossigeno (SpO2)
Definizione e importanza:
La saturazione di ossigeno indica la percentuale di emoglobina arteriosa legata all’ossigeno ed è un parametro per valutare l’ossigenazione.
Metodo di misurazione:
Viene misurata in modo non invasivo con un pulsossimetro, che invia luce a diverse lunghezze d’onda attraverso una parte del corpo (p. es. dito, lobulo dell’orecchio o dito del piede) e utilizza l’assorbimento per stimare la saturazione. Misurazioni continue mostrano le tendenze e facilitano il monitoraggio.
Limitazioni:
L’affidabilità può essere compromessa da fattori quali scarsa perfusione periferica, movimento, smalto delle unghie o alcune disemoglobinemie (p. es. formazione di monossido di carbonio o metaemoglobina), poiché il dispositivo non distingue tra le forme di emoglobina. In caso di sospetto artefatto di misurazione o disemoglobinemia sono necessari esami aggiuntivi.
Temperatura
Temperatura corporea
Importanza:
La temperatura corporea descrive lo stato termico dell’organismo ed è un parametro vitale fondamentale che può fornire indizi su infezioni o alterazioni del metabolismo.
Siti di misurazione e confronto:
Diversi siti di misurazione forniscono valori differenti: le misurazioni rettali sono considerate più vicine alla temperatura centrale, i valori orali sono generalmente leggermente inferiori e quelli assillari tendono a essere ancora più bassi. Le differenze usuali tra i siti sono modeste, ma possono essere clinicamente rilevanti.
Indicazioni per l’uso:
Nel confronto dei valori va considerato il sito di misurazione. Gli errori di misura possono essere ridotti con il corretto posizionamento del termometro e tenendo conto di fattori interferenti (p. es. recente assunzione di cibo nella misurazione orale, sudorazione nella misurazione ascellare).
Ascesso
Ascesso
Definizione:
Un ascesso è una raccolta limitata di pus nel tessuto, solitamente dovuta a una reazione infiammatoria batterica localizzata.
Segni clinici:
Caratteristiche sono un rigonfiamento localizzato con arrossamento, aumento della temperatura locale, dolore e spesso dolorabilità alla pressione; possono comparire sintomi sistemici come febbre.
Diagnosi:
La diagnosi è principalmente clinica; procedure di imaging come l’ecografia o, nei casi più profondi/complicati, la TC possono aiutare nella delimitazione e localizzazione.
Principi terapeutici:
Dal punto di vista terapeutico è centrale la rimozione mirata del pus (p.es. incisione/drenaggio o puntura). Un trattamento antimicrobico è indicato in caso di infezione estesa, segni sistemici o cellulite associata; la scelta concreta è individuale.
Percussione
Percussione
Scopo:
La percussione è un metodo di esame fisico per valutare la consistenza dei tessuti sottostanti e per rilevare alterazioni patologiche come accumuli di liquido o di aria.
Tecnica:
Si posiziona un dito stabile appoggiato (pleximetro) sul corpo e si percuote brevemente con un altro dito o con uno strumento adatto (plettro). Il suono ottenuto viene interpretato per via uditiva e tattile.
Interpretazione:
Diverse qualità del suono percussorio danno indicazioni sulle strutture sottostanti: un suono timpanico indica spazi pieni d’aria, un suono sonoro parenchimi normali ricchi d’aria e un suono ovattato aree solide o piene di liquido.
PazienteFormula di cortesia: Signor/Signora Primario/Primaria ……….., Con la presente desidero presentarle il paziente Berthold Kröger. |
Data11/02/2026 |
| Età 64 anni | Peso 88 kg | Altezza 175 cm |
Allergie (parole chiave)
Novalgin (orticaria, vertigini, anafilassi; trattamento ambulatoriale)
Nichel (reazione cutanea locale con arrossamento e prurito)
Sostanze di consumo / droghe (parole chiave)
Fumatore da circa 35 anni, circa 15 sigarette/giorno, corrispondenti a circa 26 pacchetti-anno.
Nessuna informazione su alterazioni delle vie respiratorie!
Numerosi tentativi falliti di smettere di fumare
Alcol: occasionalmente, in occasioni speciali (birra o vino rosso)
Nessuna assunzione di droghe
Anamnesi sociale (parole chiave)
Professione: imprenditore, crea materiale didattico per l’esame di maturità
Stato civile: sposato
Situazione abitativa: vive con la moglie
Figli: un figlio, studente
Animali domestici: nessuno
da solo in taxi
Anamnesi familiare (parole chiave)
Padre: deceduto a 32 anni in un incidente
Madre: deceduta a 68 anni per cancro avanzato del colon (non specificato), inoltre ipertensione arteriosa
Farmaci (parole chiave)
Ramipril 5 mg 1× al giorno
Atorvastatina 20 mg la sera
ASA a mezzogiorno per profilassi cardiovascolare
Valeriana se necessario
Anamnesi (frasi complete)
Il paziente si è presentato per dolori dell’addome inferiore sinistro insorti da ieri, iniziati circa due ore dopo la cena.
Inizialmente il dolore, secondo il suo racconto, era piuttosto lieve, ma è progressivamente aumentato.
Il dolore è sordo‑pressante e talvolta crampiforme.
Ha riferito che i sintomi si sono leggermente alleviati dopo la defecazione.
Secondo la sua valutazione l’intensità del dolore era inizialmente circa 4/10 e attualmente si attesta su 7–8/10.
È presente un marcato dolore alla pressione nel quadrante inferiore sinistro, senza segni di difesa addominale.
Viene negata una rilevante irradiazione del dolore e una dipendenza dalla posizione corporea o dal movimento. Il paziente non ha riferito episodi simili in passato.
Sono presenti nausea e un lieve malessere generale.
Il paziente riferisce una modificazione dell’alvo con attuale stitichezza.
Sono stati negati i seguenti aspetti: segni di emorroidi o ragadi anali, sanguinamenti gastrointestinali, sintomi urologici, manifestazioni extraintestinali, consumo di alimenti insoliti o assunzione di nuovi farmaci.
Dal punto di vista vegetativo sussiste il sospetto di possibile sindrome delle apnee notturne con russamento e occasionali cefalee mattutine.
Malattie pregresse / interventi:
Ipertensione arteriosa
Dislipidemia
Circa 8 anni fa: intervento transuretrale alla prostata per sindrome prostatica benigna (sospetto BPH)
In passato lombalgia episodica di carattere infiammatorio, attualmente asintomatico; anamnesi con sospetto di morbo di Bechterew
Test fecale occulto ripetuto (negativo), nessuna colonscopia eseguita
Diagnosi sospetta – diagnosi differenziale (frasi complete)
A causa del dolore acuto insorto nel quadrante inferiore sinistro, della dolorabilità alla pressione e delle alterazioni dell’alvo associate, sussiste il sospetto clinico di diverticolite acuta.
Dal punto di vista differenziale vanno considerate in particolare una colite, un’appendicite in sede atipica e – a seconda della situazione – anche patologie intestinali maligne, soprattutto alla luce dell’anamnesi familiare positiva.
Ulteriori provvedimenti – terapia (frasi complete)
Si raccomanda il ricovero ospedaliero per ulteriori accertamenti e terapia.
Sono previste visita clinica, esami di laboratorio e diagnostica per immagini mediante ecografia e, se necessario, TC dell’addome.
Per il controllo del dolore verrà impiegato un analgesico ben tollerato a livello intestinale.
Dopo la disponibilità dei risultati verrà pianificato il prosieguo terapeutico in collaborazione con la gastroenterologia (consulenza gastroenterologica).
Firma
Nome Cognome
Distinti saluti
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DOTTORESSA: Buongiorno,
Mi chiamo Dottoressa Fischer.
Oggi sono presente in reparto come medico assistente.
Vorrei fare con lei un colloquio anamnestico.
Se non capisce qualcosa o ha domande, per favore me lo faccia sapere.
Prima ho bisogno di alcune informazioni personali, poi possiamo proseguire.
Come si chiama?
PAZIENTE: Mi chiamo Berthold Kröger.
DOTTORESSA: Il suo cognome si scrive con Ö, cioè con dieresi?“
PAZIENTE: Sì, esatto.
DOTTORESSA: Signor Kröger, il dolore o i disturbi sono per lei al momento tollerabili?
PAZIENTE: Al momento il dolore è così forte che mi ha svegliato e non sono riuscito a dormire più.
DOTTORESSA: Capito.
Le faccio prima qualche domanda sui disturbi, poi vediamo subito come procedere.
Quanti anni ha, signor Kröger?
PAZIENTE: Ho sessantaquattro anni.
DOTTORESSA: Quando è nato esattamente?
PAZIENTE: Sono nato il tre marzo 1965.
DOTTORESSA: Quanto è alto?
PAZIENTE: Sono centosettantacinque centimetri.
DOTTORESSA: Quanto pesa attualmente?
PAZIENTE: Non lo so con precisione, ma tre-quattro mesi fa pesavo circa 88 chilogrammi.
DOTTORESSA: Può dirmi esattamente dove le fa male?
PAZIENTE: Il dolore è nella parte bassa dell’addome, soprattutto sul lato sinistro.
DOTTORESSA: Quando sono iniziati esattamente i dolori?
PAZIENTE: I dolori sono iniziati ieri, circa due ore dopo cena.
All’inizio erano piuttosto lievi, ma sono diventati via via più forti.
DOTTORESSA: Capisco. Come descriverebbe il dolore?
PAZIENTE: I dolori sono sordi e pressanti, a tratti anche crampiformi.
Dopo la defecazione sono migliorati un po’, ma non sono del tutto scomparsi.
DOTTORESSA: Il dolore si irradia da qualche parte?
PAZIENTE: No, in realtà il dolore non si irradia molto.
Rimane principalmente nel quadrante inferiore sinistro dell’addome.
A volte ho la sensazione che tiri un po’ verso l’inguine, ma per lo più è localizzato.
DOTTORESSA: Come valuterebbe l’intensità del suo dolore, dove 1 è lieve e 10 è insopportabile?
PAZIENTE: All’inizio era forse un 4, al momento più un 7 o 8.
DOTTORESSA: C’è qualcosa che influenza il dolore, per esempio una certa posizione del corpo o sdraiarsi?
PAZIENTE: No, in realtà no. Una specifica posizione non lo rende né molto meglio né peggio.
DOTTORESSA: Ha mai avuto dolori simili prima?
PAZIENTE: No, è nuovo per me.
DOTTORESSA: Ha preso farmaci a casa o ha provato qualcosa contro il dolore?
PAZIENTE: No, non ho preso nulla.
DOTTORESSA: Ha altri sintomi come nausea, vomito o diarrea?
PAZIENTE: A volte ho un po’ di nausea, ma non ho vomitato.
Non ho diarrea, piuttosto il contrario: le evacuazioni sono un po’ costipate.
DOTTORESSA: Intende cambiamenti nelle sue evacuazioni?
PAZIENTE: Sì, le evacuazioni sono cambiate.
Negli ultimi giorni sono stato piuttosto costipato.
DOTTORESSA: Ha notato qualcosa di insolito nelle feci, per esempio sangue?
PAZIENTE: No, non ho notato sangue.
Le feci sembravano in sostanza normali.
DOTTORESSA: L’addome è così sensibile che anche piccoli movimenti o tocchi fanno molto male, e si sente duro?
PAZIENTE: No, ma nel quadrante inferiore sinistro fa decisamente male se si preme.
DOTTORESSA: Ha avuto febbre o ha misurato la temperatura?
PAZIENTE: Non ho misurato la temperatura, ma a tratti sono un po’ caldo e ho una leggera sensazione di malessere.
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DOTTORESSA: Ha dolore o prurito nella zona anale?
PAZIENTE: No, lì non ho né dolore né prurito.
DOTTORESSA: Ha mangiato qualcosa di insolito o ha iniziato un nuovo farmaco?
PAZIENTE: No, niente di particolare e nemmeno nuovi farmaci.
DOTTORESSA: Ha problemi a urinare, per esempio bruciore o sangue nelle urine?
PAZIENTE: Al momento non ho disturbi.
Circa otto anni fa però ho avuto ripetuti problemi ad iniziare la minzione.
Per questo sono andato dalla DOTTORESSA.
Dopo alcuni esami è stata eseguita un’operazione alla prostata tramite l’uretra.
Da allora è molto migliorato.
DOTTORESSA: Attualmente prende farmaci per la prostata?
PAZIENTE: No, non prendo farmaci per questo.
DOTTORESSA: Ha viaggiato di recente?
PAZIENTE: No, non sono stato in viaggio ultimamente.
DOTTORESSA: Come è arrivato in ospedale?
PAZIENTE: Sono venuto da solo in taxi.
DOTTORESSA: Com’è normalmente il suo appetito?
PAZIENTE: Di solito ho davvero buon appetito.
DOTTORESSA: Come si alimenta?
Piuttosto vegano, vegetariano o normale con tutto?
PAZIENTE: Mangio praticamente di tutto.
DOTTORESSA: Ha perso o guadagnato peso involontariamente di recente?
Quanto e in quale periodo?
PAZIENTE: Non saprei dire con precisione, ma non ho notato cambiamenti sui miei vestiti.
DOTTORESSA: Com’è il suo sonno?
PAZIENTE: Di solito dormo bene.
Mia moglie però mi ha riferito che russisco mentre dormo.
Al mattino ho a volte lievi mal di testa, che migliorano dopo un caffè.
DOTTORESSA: Per questo ha già consultato un medico?
PAZIENTE: Sì, il medico mi ha consigliato di controllare il mio peso e di tornare se i disturbi persistono.
DOTTORESSA: Come gestisce lo stress?
PAZIENTE: A volte prendo dragées di valeriana – aiutano abbastanza, mi calmano un po’.
DOTTORESSA: Ha malattie pregresse, per esempio ipertensione o problemi agli organi interni?
PAZIENTE: Sì. Circa 15 anni fa, durante un controllo è stata rilevata ipertensione e un aumento dei lipidi nel sangue.
Inoltre allora ho avuto per breve tempo disturbi visivi all’occhio destro. Il medico ha detto che poteva essere un segnale d’allarme per un ictus, ma non ha avuto conseguenze.
DOTTORESSA: Misura la pressione a casa?
PAZIENTE: Sì, la misuro ogni pochi giorni e anche quando penso che sia alta.
I valori però sono generalmente sotto controllo, per esempio circa 130.
DOTTORESSA: Ha complicazioni, per esempio problemi renali o malattie cardiovascolari?
PAZIENTE: No, non ne sono a conoscenza.
DOTTORESSA: È mai stato ricoverato per valori di pressione troppo alti o troppo bassi?
PAZIENTE: No, finora per fortuna no.
DOTTORESSA: È mai stato ricoverato per valori di pressione troppo alti o troppo bassi?
PAZIENTE: No, finora per fortuna no.
DOTTORESSA: Quali farmaci prende per questo?
PAZIENTE: Prendo Ramipril per la pressione e Atorvastatin per i valori lipidici.
DOTTORESSA: A quale dosaggio prende i farmaci?
PAZIENTE: Ramipril 5 milligrammi una volta al giorno e Atorvastatin 20 milligrammi la sera.
DOTTORESSA: C’è qualcos’altro che desidera aggiungere?
PAZIENTE: Sì, ma non riesco più a ricordare il nome esatto.
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DOTTORESSA: Forse riesce a ricordare i sintomi?
PAZIENTE: Circa 30 anni fa avevo soprattutto mal di schiena, specialmente la mattina dopo essermi alzato.
Ero spesso rigido, e ci metteva un po’ prima che riuscissi a muovermi normalmente.
Il movimento mi faceva bene, a riposo stava piuttosto peggio.
DOTTORESSA: Anche altre articolazioni erano interessate?
PAZIENTE: Sì, occasionalmente avevo dolori anche alle anche e talvolta alla regione glutea, ma i principali disturbi erano alla schiena.
DOTTORESSA: Quale trattamento ha ricevuto allora?
PAZIENTE: Inizialmente mi hanno prescritto analgesici e farmaci antiinfiammatori.
Inoltre mi è stato consigliato movimento regolare e fisioterapia.
Con questo sono migliorato decisamente.
DOTTORESSA: Come sta la sua schiena al momento?
PAZIENTE: Al momento la schiena va bene.
Non ho disturbi significativi.
DOTTORESSA: Ha mai subito un intervento medico?
PAZIENTE: A dire il vero: a 50 anni la mia dottoressa mi ha consigliato una colonscopia, ma non l’ho fatta.
Invece ho fatto più volte un test delle feci.
DOTTORESSA: Prende altri farmaci?
PAZIENTE: Sì, prendo A-S-S a mezzogiorno, per prevenzione cardiovascolare.
DOTTORESSA: Ha una ricetta per i suoi farmaci?
Sì, ce l’ho.
DOTTORESSA: È completamente vaccinato, cioè ha ricevuto tutte le vaccinazioni dall’infanzia?
PAZIENTE: A dire il vero non so rispondere con precisione – è passato molto tempo.
Ma il mio medico precedente, il signor Dottor Weiß, dovrebbe avere queste informazioni.
Posso darle volentieri i suoi recapiti.
DOTTORESSA: Sì, va bene.
Ha allergie o intolleranze?
PAZIENTE: Sì. Non ho tollerato Novalgin.
La prima volta l’ho preso per mal di schiena, poi ho avuto un’eruzione cutanea pruriginosa e vertigini.
Per questo ho sospeso il farmaco e sono andato nello studio.
Inoltre ho un’allergia al nichel: se, per esempio, indosso una cintura con nichel, la zona diventa rossa e prude.
DOTTORESSA: Fuma?
Se sì, da quando e quanto?
PAZIENTE: Sì, da circa 35 anni.
Fumo all’incirca 15 sigarette al giorno.
Ho già provato a smettere con i cerotti, ma non ha funzionato.
DOTTORESSA: Bene a sapersi, signor Kröger.
È una buona decisione.
Ci sono diverse possibilità per smettere di fumare.
Possiamo parlarne più a fondo alla fine del colloquio.
DOTTORESSA: Beve alcolici? Se sì, quanto e che tipo?
PAZIENTE: Solo in occasioni speciali, come feste o serate.
Di solito un bicchiere di vino rosso o una birra.
DOTTORESSA: Le è mai capitato di avere sintomi di intossicazione per eccessivo consumo di alcol?
PAZIENTE: No, finora non è mai successo.
DOTTORESSA: Posso chiederle se ha mai fatto uso di droghe?
PAZIENTE: No, mai.
DOTTORESSA: Fa sport regolarmente?
Che tipo e con quale frequenza?
PAZIENTE: Non faccio molto sport.
DOTTORESSA: Qual è la sua professione?
PAZIENTE: Ho una ditta mia.
Prepariamo materiali didattici per l’esame di maturità.
DOTTORESSA: Qual è il suo stato civile?
PAZIENTE: Sono sposato e convivo con mia moglie.
Mio figlio studia all’università.
DOTTORESSA: È in buona salute?
PAZIENTE: Sì, è sano.
DOTTORESSA: Ci sono malattie importanti nella sua famiglia, per esempio nei suoi genitori, fratelli o altri parenti stretti?
PAZIENTE: Mio padre è morto in un incidente a 32 anni.
Mia madre è morta a 68 anni per un cancro intestinale avanzato e aveva anche ipertensione.
DOTTORESSA: Mi dispiace molto sentirlo.
Deve essere stato un periodo molto difficile per lei.
Ha animali domestici?
PAZIENTE: No, non ho animali.
DOTTORESSA: Abbiamo terminato l’anamnesi.
Ha altre domande?
PAZIENTE: Che cosa ho esattamente?
È cancro?
DOTTORESSA: Capisco che sia preoccupato.
Al momento non posso dirlo con certezza, perché prima dobbiamo fare degli accertamenti.
Da quanto mi ha raccontato finora, molte cose indicano più una infiammazione dell’intestino. Di solito è ben trattabile.
Procederemo passo dopo passo: prima la visiteremo e preleveremo del sangue, eventualmente faremo un’ecografia o una TAC.
Dopo potremo dirle più precisamente cosa c’è dietro e quale trattamento è più adatto.
PAZIENTE: Grazie mille, dottoressa. Significa che dovrei restare qui?
DOTTORESSA: Sì, preferiremmo ricoverarla brevemente per trattare bene il dolore ed escludere possibili complicazioni.
Per il dolore le diamo un farmaco che non irrita ulteriormente l’intestino.
